sostenibilità

Contro lo spreco alimentare: leggi ed iniziative

Partiamo dalla nuova legge, considerata “la norma europea migliore”. I responsabili della filiera del dono – Banco Alimentare in testa- esultano per l’approvazione definitiva del testo e puntano a raddoppiare la quantità di cibo raccolto. il Senato ha approvato in via definitiva la proposta di legge contro gli sprechi alimentari : 18 articoli che semplificano la vita ai cittadini e alle aziende – produttori, ristoranti, supermercati, piccoli negozi – che vogliono regalare le loro eccedenze di cibo alle onlus impegnate a favore dei poveri, con la possibilità, per i Comuni, di fare sconti sulla Tari a chi ha deciso di impegnarsi. Una bella eredità del dopo Expo.

Direttamente dalla strada invece altre buone notizie. Recupero di cibo nei mercati a Milano: 194 kg in una sola giornata in via Esterle/Cambini, questo è il bilancio del recupero di frutta e verdura ancora commestibili di un solo lunedì, al mercato di via Esterle e via Cambini (zona viale Padova), a Milano grazie a Recup in collaborazione con Quartieri Ricicloni. All’Ortomercato di Milano alle persone in difficoltà. Quattro tonnellate di frutta e verdura destinate ad essere buttate via rimesse nel circuito della solidarietà tal quali o sotto forma di confetture e surgelati. È il bilancio dei primi tre mesi della partnership tra Caritas Ambrosiana e Sogemi, la società che gestisce il Mercato Ortofrutticolo di Milano.

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“Comunicare il cibo” al Misen Ferrara Fiere


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Misen – Ferrara Fiere, 25 Aprile 2016: incontri su tematiche fondamentali e di interesse mondiale come “Acqua da bere: le acque minerali in bottiglia”, “Per promuovere ortofrutta e salute” oppure “Comunicare il cibo”. Durante quest’ultima tavola rotonda, abbiamo avvicinato alcuni dei protagonisti chiedendo ad ognuno di loro una sintesi significativa del Misen 2016.Lo scopo dell’incontro era quello di fare luce sugli aspetti fondamentali che una corretta comunicazione dovrebbe avere nei confronti non solo dei consumatori, ma più in generale degli operatori del food. Adriano Facchini, esperto nazionale di sagre, uomo di marketing e funambolo della parola a questo proposito afferma che essendo il cibo il primo comunicatore di ogni nuova vita (il neonato mangia per conoscere) ha necessità di essere rispettato e conosciuto sino alle sue radici più profonde. Importante per una comunicazione corretta: 1) che cosa voglio comunicare: aspetto salutistico e ambientale; 2) a chi devo comunicare, essendo il tema interessante per tutti, questa comunicazione deve essere fruibile a tutti i livelli e 3) il come: attraverso sagre, feste popolari e  Social Network:  queste “conversazioni” sono infatti manifestazioni popolari di una comunità in rete che si sente coinvolta e che ne lascia traccia. Per riuscire a comunicare, valorizzare e commercializzare al meglio tutti i prodotti e la cultura del nostro Paese, è necessario sapere “vendere l’Italia”; questo è il leitmotiv di Vincenzo Tassinari, economista e manager che è stato per oltre due decenni al comando di Coop Italia e che crede fortemente che cultura, valori e qualità debbano viaggiare all’unisono, solo così  il sistema Italia può essere vincente. Tassinari si dichiara un po’ sconcertato dalla lentezza dell’apparato legislativo che non riesce a tenere il passo rispetto allo sviluppo economico. Ma punta anche il dito su alcune grandi famiglie imprenditoriali italiane che invece di investire, facendo sistema, sulle catene distributive, hanno preferito fare “cassa”. Nel suo libro “Noi, le Coop Rosse” Tassinari cerca di fare chiarezza, approfondendone alcuni aspetti, sullo stato dell’arte italiano. E dimostra che senza sicurezza, rispetto per l’ambiente ed etica, non si potrà andare molto lontano. Lisa Bellocchi, Presidente Arga e giornalista esperta internazionale del settore agroalimentare e ambiente, durante il suo intervento si chiede chi possa aiutare il consumatore nella comprensione e conseguente scelta del miglior cibo, in quanto “una civiltà che ha perso il valore del cibo che consuma è una civiltà che muore”. E trova nella sua indagine una risposta, lo storyteller: quel narratore in grado di ammantare la comunicazione sul cibo di un’aura di fascino tale per cui tutti vorranno conoscerne storia e provenienza. “Se riusciremo a vendere la cultura italiana che sta dentro una scatola di pomodori, allora la sfida sarà vinta” ha affermato. Un altro intervento è stato quello di Fabrizio Bellavista, partner di Emotional Marketing, Digital Transformation Expert e fouder di Expopportunity: “sono tre gli aspetti fondamentali per COMUNICARE IL CIBO (NON COME MERCE): considerare per prima cosa che noi, venditori di parole, dobbiamo riscoprirne la magia, fare in modo che ogni lettera sia collegata ed abbia un proprio ‘senso’ profondo, consapevoli che anche una singola vocale (ne abbiamo avuto esempio riguardo alle valenze rilevate attorno alla lettera ‘i’) meta-comunica mondi interi; secondo: il mondo ruota intorno ad una concezione liquida degli accadimenti e le parole, similarmente alle foglie che cadono sul terreno, sedimentano e diventano la base e il concime per una comunicazione armoniosa; terzo: la sharing economy è emersa prepotentemente (Bellavista interverrà allo Sharing Festival di Ferrara) e le social street, il social eat e le food start up sono ormai patrimonio del nostro mondo”.

In chiusura a me viene in mente che Pablo Neruda con la sua “Ode al pomodoro” forse è riuscito a “vendere” sapienza, conoscenza e cultura del cibo sintetizzandoli magistralmente in una sola poesia. Purtroppo però solo una nota agenzia pubblicitaria se n’è accorta 😦 la speranza è che i ns prodotti agroalimentari trovino, magari in un Sommo poeta italico vivente, la loro massima espressione, raccontata dalla viva voce dell’autore.

 

Expo Dubai 2020 potrà fungere da deterrente a guerre e terrorismo?

2020-DubaiQualche settimana fa, partecipando ad un incontro presso l’Abbazia di Chiaravalle, luogo intenso e di profonda riflessione interiore, e dopo aver ascoltato l’ospite che raccontava della sua esperienza di peacekeeper in zone di guerra, sono nate delle importanti meditazioni. L’auditorio, particolarmente affascinato da Francesco Spezzano, il giovane cooperatore internazionale protagonista dell’incontro che ci narrava di Juba, Gerusalemme e altre capitali “calde”, ha poi dato vita ad una serie di confronti, dubbi, quesiti e la a domanda che più ha colpito il mio immaginario è stata quella posta da uno dei presenti; più o meno recitava così: “Premesso che grazie alle Expo Universali sia indubbio che gli stati, anche quelli più chiusi e problematici, debbano affrontare le diversità e inglobare anche altre culture, aprendosi all’innovazione e alla modernità, non potrebbe esserci proprio in questo senso, con l’arrivo di expo Dubai 2020, una grande chance di innovazione e pace? Dunque Dubai 2020 come opportunità di rivedere la civiltà araba portatrice di culture, usanze e cibi, innovazioni e nuove prospettive come profondo antidoto alle guerre e al terrorismo?

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Fotografia, protezione e green life

Locandina-Packlick-Concorso-fotografia“Packlick, concorso fotografico 2016 – Memorial Giuseppe Meana” intende sensibilizzare i giovani verso il packaging cartaceo e la sua valenza comunicativa e concorrere all’approfondimento del tema “packaging e sostenibilità” in un momento in cui, in tutto il pianeta, questo è stato posto tra le priorità nel futuro assetto della lotta anti-spreco. Organizzato da Gifasp, questo premio ha come parole chiave l’alta qualità della fotografia, il talento, la sostenibilità e l’imbalaggio.  INFO.