cibo e comunicazione

Il design ci aiuta a conoscere culture diverse

IMG_1218E se un tavolo ci aiutasse a conoscere culture diverse? Condivisione è la parola chiave per capire il significato di un’iniziativa che coniuga arte, cucina e solidarietà. Presso lo spazio Feeling Food, uno spazio dedicato alle eccellenze del cibo – lo chef Sergio Mei ha ospitato il secondo dei sei eventi del progetto “Normali Meraviglie- Tutti attorno a un tavolo!”, iniziativa nata dall’incontro tra il designer Alessandro Guerriero e la Fondazione Sacra Famiglia. La progettista Denise Bonapace, nota per i suoi “progetti moda” applicati al corpo e alla persona, spiega: “il tavolo ha una forma obliqua con cinque postazioni. Ogni commensale può scegliere tra una seduta orientale, una contadina, un “trono” per bambini, una poltrona comoda o una seduta a terra con spazio dedicato agli animali domestici. Ho scelto l’oro per simboleggiare l’unicità del condividere un pasto insieme a persone di culture diverse. Le differenze possono riunire “democraticamente” ognuno dei presenti al tavolo”. Per rafforzare il messaggio, Sergio Mei ha proposto un assaggio culinario che rimanda alle sue origini sarde, scegliendo come ingredienti uva, pane e olio. Un modo per ricordare la convivialità della festa della vendemmia, del raccolto e della merenda sotto un olivo.

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DigitalAward2015 – il coraggio di innovare

so-lunchDue giorni fa il DigitalAward2015 ci ha immerso nel panorama della Milano del futuro; abbiamo assistito alla presentazione dei 14 progetti  finalisti, quelli che hanno il coraggio di innovare. Oggi vorrei parlarvi dei due che hanno un rapporto diretto col mondo dell’alimentazione. Il primo è So Lunch, presentato da Luisa Galbiati di CFM. Si tratta di una community digitale geolocalizzata che consente ai senior disoccupati o cassintegrati di integrare il reddito e combattere l’isolamento sociale offrendo, a casa propria, pasti pagati dalle persone che lavorano nelle vicinanze. Combatte inoltre lo spreco alimentare in quanto comunica gli indirizzi dei negozi di zona, iscritti alla community, che mettono a disposizione cibi in scadenza a prezzi scontati. Oltre ad essermi sentita direttamente coinvolta nel racconto accorato e dignitoso di Luisa, in parte parlava anche della storia vissuta sulla sua pelle, questo progetto è entrato in empatia col mio sentire e mi ha trascinata là , sulla tavola imbandita che col suo carico di umanità aiuta a far stare meglio tutti i commensali. Il secondo progetto è Feel IT. Si tratta di una food-box che racchiude prodotti proveniente da diverse zone d’Italia; è una sorta di scatola che contiene del cibo “narrante” in quanto i produttori stessi vi descrivono la loro storia e la loro passione. I prodotti selezionati hanno così una sorta di storytelling a precederli, per essere pregustati prima ancora che divorati. L’obiettivo è la ricreazione di un’esperienza volta ad evocare delle  esperienze emozionali. Naturalmente i food-box cambieranno seguendo la stagionalità, dando la possibilità di vivere e provare facilmente la biodiversità dell’Italia attraverso una sorta di viaggio immaginario. Nessun tecnicismo, solo passione per prodotti naturali che provengono da famiglie artigiane che lavorano materie prime del territorio; al centro oltre ai prodotti alimentari vengono posti gli uomini e le donne con le loro piccole realtà agricole, rese accessibili grazie al viaggio di ricerca e condivisione condotto da Feel IT. Alla fine delle 14 presentazione, una provocazione di Anna Maria Testa che è intervenuta come ospite d’onore; la sua pillola di saggezza preferita è stata per me una sorta di post it: “ricordiamoci di utilizzare l’italiano, che è la IV lingua più amata e studiata al mondo”… e con questo vi auguro buona start up, ohps scusate, buon “avvio” a tutti .  🙂

scopri gli altri finalisti

Gruppo Expo 2015 Milano – Consigli per gli utenti in Facebook. Dal basso la vera ricchezza dell’Esposizione….

expo-opportunity-facebook-expo-2015-consigli-per-utentiEcco una risposta dal basso, con una gestione a più voci, riguardo le cose che devi sapere IN TEMPO REALE riguardo una tua possibile visita dentro Expo… Esempio: “quanta fila c’è in questo momento per il Padiglione del Giappone”. Un bel successo (circa 40.000 iscritti, moltissimi gli attivi) e una case history preziosa!

https://www.facebook.com/groups/expo2015consiglixgliutenti

22 giugno: “Good design, food design – Interior and exterior food landscapes. Showcooking e conversazione sulla creatività”

Invito-imballaggio-design-interni-meet-food-gifaspExpopportunity partecipa all’organizzazione di questo evento – evento che si inserisce nel fiorire di centinaia di occasioni di incontro/scambio facilitate da Expo 2015 – che coniuga il packaging riciclabile con il food, il food design e il design… Titolo: “Good design, food design – Interior and exterior food landscapes”,  showcooking e conversazione sulla creatività”. Il concept va a pescare le proprie radici nell’esperienza di “Good design” di Munari per arrivare ad una visione liquida che porta l’attenzione sull’interno/esterno e sull’imballaggio. Quindi una ‘Orange Experience’ che ha come interpreti Fabrizio Sansoni (food designer) e Francesca Meana (paper designer), con focus sulla coerenza tra contenuto, forma, funzione e consumo.  Un Showcooking – Talk organizzato da GIFASP (con il claim: La cultura della protezione e sostenibilità), in collaborazione con Arclinea e la rivista Interni, si svolgerà lunedì 22 giugno 2015 alle ore 19, in corso Monforte 28 a Milano.

Non solo tavolate multietniche imbadite, ad Expo 2015 c’è molto di più

Premettendo che l’esposizione universale di Milano non deve essere scambiata (come facilmente potrebbe accadere ascoltando le chiacchiere da bar) per una unica mega tavola multietnica imbandita da mane a sera, possiamo affermare che sì, certamente si può mangiare un po’ ovunque, in tutti i padiglioni, ma anche per strada, ci sono aree ristoro mobili o fisse, gelati, dolciumi, addirittura le patatine fritte del Belgio che, da come dice la scritta, sembrano essere le migliori.

Il budget è per tutte le tasche, da 6 euro nel padiglione americano con il cibo 2.0 a oltre 100 euro in quello del Giappone se si cercano assaggi super raffinati. Da Eataly si può cenare sino alle 23,00 a prezzi modici, scegliendo la regione preferita, dalla piada romagnola al risotto alla milanese passando per le orecchiette alle cime di rapa pugliesi. Quasi di fronte, sull’altro lato del Decumano si trova anche la carne argentina, proprio dietro al pavilion ARG e un po’ più in là, quella asiatica.

Si balla e si beve soprattutto in Bielorussia ma anche in Franciacorta si può assaggiare del buon vino; nel cluster del riso invece cucinano il Basmati italiano, soluzione street food, e se poi si vuole un dolce, oltre al gelato Algida che si trova un po’ ovunque, ci sono le proposte estive di Baci Perugina e per concludere non può mancare un salto nel cluster del caffè, da Illy in poi ce n’è d’ogni provenienza.

Sono appena rientrata dalla mia passeggiata Expo 2015 by night e più che gli odori del cibo ho in mente i colori, i suoni e le facce di questi visitatori, loro sì, multietnici e felici.

Belgium Paviliom[1]

Gifasp, Expo e la “Cultura della protezione e della sostenibilità” con “Schiscetta Box” e un packaging anti-spreco

evento-gifasp-muba“La cultura della protezione e della sostenibilità: conservare le cose importanti vuol dire proteggere e difendere i punti di riferimento, non solo materiali, della nostra vita”: Con questo claim Gifasp – Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli ha dato il via al suo programma “Gifasp Expo Milano 2015”. Ha infatti ideato il 21 aprile 2015, in sintonia con l’apertura dell’Esposizione Universale, il laboratorio “Schiscetta Box” al MUBA – Museo dei Bambini di Milano. Questa iniziativa era rivolta ai bambini dai 5 ai 12 anni e aveva l’intento di monitorare il loro immaginario sul cibo e sugli assets immateriali del pranzo fuori casa. Il laboratorio è partito dal presupposto che sarebbe bello se i bambini preparassero la loro “schiscetta” ideale, mettendo in una scatola di cartone creata ad hoc (“schiscetta” appunto) tutto ciò che per loro è importante e che non deve mai mancare nel loro pranzo. Oltre alla lunch box e alle immagini dei vari cibi, sono state fornite ai bambini anche figurine riproducenti emozioni, persone, nomi propri e oggetti, in modo tale da offrire la possibilità di esprimere ciò che significa “il pasto del mezzogiorno” in tutte le sue accezioni. Attraverso questo laboratorio si è quindi fatto percepire quanto sia necessario “proteggere” (in un contesto ove questo concetto si esplicita in una visione di massima sostenibilità) le cose importanti della vita, compresi, naturalmente, i cibi del pranzo. In contemporanea al laboratorio è partita l’inchiesta “Scrivi i tuoi momenti importanti da proteggere (ricordi, emozioni, sogni ed anche alimenti e oggetti)”, in modo da sottolineare l’importanza della conservazione contro lo spreco alimentare, tema cardine nell’Esposizione Universale di Milano.

Parole chiave dell’evento: packaging anti spreco, imballaggio riciclabile, confezionamento sostenibile, coniugate, ovviamente con Expo Milano 2015.

Bando “Idee innovative e tecnologie” al via. Scade il 30 giugno 2015

Si chiama “Idee innovative e tecnologie” ed è un bando internazionale volto a individuare e premiare i migliori progetti hi-tech capaci di produrre effetti migliorativi sul piano economico e sociale se implementati nei Paesi in via di sviluppo.  Chi fa rete ha un vantaggio competitivo. La partecipazione all’iniziativa è gratuita e aperta a una serie di soggetti provenienti da tutto il mondo: micro, piccole, medie e grandi imprese; start up operanti nei settori di interesse del bando; enti di ricerca, incubatori, spin-off universitari e organismi accademici; partnership pubblico-private; associazioni, consorzi di impresa, network, Ong, fondazioni pubbliche e private collegate al mondo imprenditoriale. Costituirà titolo aggiuntiva ai fini della valutazione la partecipazione in team tra le varie categorie ammissibili, con opportuna indicazione dei soggetti capofila. C’è poco tempo: Scade il 30 giugno 2015.

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Formare per stare meglio: da Expo all’olistica, passando per il benessere aziendale

Considerando il 2015 come ‘anno di svolta’ – argomento che abbiamo trattato nel nostro e-book ” #2015 ! Una nuova visione territoriale ed Expo 2015: connettere persone, luoghi, oggetti, idee ed emozioni” (scaricalo gratuitamente qui: http://www.aism.org/e-book-2015) – in quanto l’Esposizione Universale aggrega una serie di innovazioni a tutto campo, il concetto di benessere aziendale e non solo richiede un approccio olistico in quanto non può certo essere relegato alla sola sfera dell’alimentazione.

Ce ne dà un assaggio l’approfondito articolo di Paola Favarano –Psicologa del lavoro, Coach Per-formativo e Responsabile MWH Academy in Italia-, dal titolo “formare alla salute e performare grazie al benessere” –  http://nowhow.it/formare-alla-salute-e-performare-grazie-al-benessere/– nel quale si evince che, in ambito aziendale, “formare per far stare meglio” produce infatti un benessere facilmente trasmettibile a tutti i livelli, quasi contagioso direi! Mettendo insieme sinergicamente il benessere fisico, quello psicologico e quello relazionale dei dipendenti, un’azienda attenta alla tematica del Welfare Aziendale può definirsi vincente ed avveniristica in quanto sta dando un più di vita, stima reciproca ed un rinnovato engagement ai propri collaboratori che diventeranno sempre più parte positivamente critica e attiva nel ruolo che stanno svolgendo.

Senza dimenticare che è quasi tutto pressoché finanziariamente sostenibile grazie ai fondi per le imprese (fondi interprofessionali) con i quali si può offrire ai propri dipendenti una formazione mirata con altissimo valore aggiunto. Un esempio su tutti: aiutare i tabagisti a smettere di fumare, come accade nei seminari più di successo al mondo, quelli ideati dall’inglese  Allen Carr ( http://www.easywayitalia.com/allen-carr ) significa riconsegnare le persone ad una vita sana, attiva e naturale, quella, in buona sostanza, che avevano prima di cadere nella trappola, psicologica, del fumo.

Formare alla salute si può prima, durante e dopo Expo!

Performare grazie al benessere

Il Silos di Armani per la festa del 30 aprile: Expo muove tante cose lateralmente….

expo-Zona Tortona-Il Silos-Armani“Sarà uno spazio espositivo dove raccogliere il prodotto di tutti questi anni – anticipa Armani , un archivio di informazioni a carattere tecnico pensato per far vedere in un solo momento 40 anni di attività, dal primo all’ultimo vestito. Sarà una concentrazione di abiti molto importante, compresa la presentazione al Guggenheim di anni fa, oltre agli eventi degli ultimi tempi tra cui la linea Privé, che all’epoca della mostra di New York ancora non esisteva”. Tutto questo nell’ex magazzinodella Nestlé. Il Silos Armani si trova in via Bergognone, zona Tortona: un altro esempio dell’indotto parallelo che l’Esposizione sta creando.