alimentazione e sociale

Che fine hanno fatto i padiglioni di Expo 2015?

Molte persone si stanno domandando che fine hanno fatto i padiglioni di Expo 2015? Expopportunity ha ricostruito un po’ di storia: ecco una serie di opzioni: iniziamo dallo splendido Giardino del Bahrain, sarà un orto botanico a Muharraq. Riguardo il Cile, invece: “Questo Padiglione sarà ricostruito e diventerà un centro culturale a Santiago del Cile” mentre la Cina vuole ricostruire una copia del Padiglione nel Paese con pezzi simbolo originali. Resta a Milano, invece, il Padiglione Coca Cola destinato a diventare un campo di basket nel capoluogo lombardo. Interessante invece questo accordo: l’Ucraina ha accolto il Padiglione Don Bosco pronto a diventare una prima pietra di una cooperazione futura.
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“Comunicare il cibo” al Misen Ferrara Fiere


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Misen – Ferrara Fiere, 25 Aprile 2016: incontri su tematiche fondamentali e di interesse mondiale come “Acqua da bere: le acque minerali in bottiglia”, “Per promuovere ortofrutta e salute” oppure “Comunicare il cibo”. Durante quest’ultima tavola rotonda, abbiamo avvicinato alcuni dei protagonisti chiedendo ad ognuno di loro una sintesi significativa del Misen 2016.Lo scopo dell’incontro era quello di fare luce sugli aspetti fondamentali che una corretta comunicazione dovrebbe avere nei confronti non solo dei consumatori, ma più in generale degli operatori del food. Adriano Facchini, esperto nazionale di sagre, uomo di marketing e funambolo della parola a questo proposito afferma che essendo il cibo il primo comunicatore di ogni nuova vita (il neonato mangia per conoscere) ha necessità di essere rispettato e conosciuto sino alle sue radici più profonde. Importante per una comunicazione corretta: 1) che cosa voglio comunicare: aspetto salutistico e ambientale; 2) a chi devo comunicare, essendo il tema interessante per tutti, questa comunicazione deve essere fruibile a tutti i livelli e 3) il come: attraverso sagre, feste popolari e  Social Network:  queste “conversazioni” sono infatti manifestazioni popolari di una comunità in rete che si sente coinvolta e che ne lascia traccia. Per riuscire a comunicare, valorizzare e commercializzare al meglio tutti i prodotti e la cultura del nostro Paese, è necessario sapere “vendere l’Italia”; questo è il leitmotiv di Vincenzo Tassinari, economista e manager che è stato per oltre due decenni al comando di Coop Italia e che crede fortemente che cultura, valori e qualità debbano viaggiare all’unisono, solo così  il sistema Italia può essere vincente. Tassinari si dichiara un po’ sconcertato dalla lentezza dell’apparato legislativo che non riesce a tenere il passo rispetto allo sviluppo economico. Ma punta anche il dito su alcune grandi famiglie imprenditoriali italiane che invece di investire, facendo sistema, sulle catene distributive, hanno preferito fare “cassa”. Nel suo libro “Noi, le Coop Rosse” Tassinari cerca di fare chiarezza, approfondendone alcuni aspetti, sullo stato dell’arte italiano. E dimostra che senza sicurezza, rispetto per l’ambiente ed etica, non si potrà andare molto lontano. Lisa Bellocchi, Presidente Arga e giornalista esperta internazionale del settore agroalimentare e ambiente, durante il suo intervento si chiede chi possa aiutare il consumatore nella comprensione e conseguente scelta del miglior cibo, in quanto “una civiltà che ha perso il valore del cibo che consuma è una civiltà che muore”. E trova nella sua indagine una risposta, lo storyteller: quel narratore in grado di ammantare la comunicazione sul cibo di un’aura di fascino tale per cui tutti vorranno conoscerne storia e provenienza. “Se riusciremo a vendere la cultura italiana che sta dentro una scatola di pomodori, allora la sfida sarà vinta” ha affermato. Un altro intervento è stato quello di Fabrizio Bellavista, partner di Emotional Marketing, Digital Transformation Expert e fouder di Expopportunity: “sono tre gli aspetti fondamentali per COMUNICARE IL CIBO (NON COME MERCE): considerare per prima cosa che noi, venditori di parole, dobbiamo riscoprirne la magia, fare in modo che ogni lettera sia collegata ed abbia un proprio ‘senso’ profondo, consapevoli che anche una singola vocale (ne abbiamo avuto esempio riguardo alle valenze rilevate attorno alla lettera ‘i’) meta-comunica mondi interi; secondo: il mondo ruota intorno ad una concezione liquida degli accadimenti e le parole, similarmente alle foglie che cadono sul terreno, sedimentano e diventano la base e il concime per una comunicazione armoniosa; terzo: la sharing economy è emersa prepotentemente (Bellavista interverrà allo Sharing Festival di Ferrara) e le social street, il social eat e le food start up sono ormai patrimonio del nostro mondo”.

In chiusura a me viene in mente che Pablo Neruda con la sua “Ode al pomodoro” forse è riuscito a “vendere” sapienza, conoscenza e cultura del cibo sintetizzandoli magistralmente in una sola poesia. Purtroppo però solo una nota agenzia pubblicitaria se n’è accorta 😦 la speranza è che i ns prodotti agroalimentari trovino, magari in un Sommo poeta italico vivente, la loro massima espressione, raccontata dalla viva voce dell’autore.

 

Altri semi piantati nel 2015: accordo con IBM, una nuova merendina e un’azione di forestazione a Desio

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Aggiorniamo con quattro news, tra le tante uscite sull’argomento, che in qualche modo sono frutto di una visione e della relativa semina (parliamo molto volentieri del concetto di ‘seeds’) durante i sei mesi dell’esposizione Universale. La prima concerne la firma di un accordo per il riutilizzo di alcuni spazi e di alcune strutture di Expo 2015 finalizzate al nuovo quartier generale europeo della Ibm per il Watson Center che si occuperà di sanità e soprattutto della gestione informatica di tutti gli aspetti relativi alle sfide sanitarie: dai controlli e gli aggiornamenti delle cartelle cliniche all’ottimizzazione delle voci di spesa della sanità pubblica; gli esperimenti genetici, la ricerca e cura per il cancro. La seconda tratta di merendine: Kinder Cerealé è il nuovo nato della Ferrero, figlio di quell’esperienza sulla alimentazione che è stata l’Expo 2015 di Milano. Lì è nato il concept, è stato sviluppato il prodotto e assaggiato e come dice Federico Francesco Ferrero, medico nutrizionista: “all’Expo sono state realizzate circa 1.200 interviste da cui si è desunto che il consumatore ha voglia di ritrovare la genuinità, la memoria. E allora l’azienda è stata in grado di tradurre questi gusti di ieri in un nuovo prodotto. Un prodotto made in Italy ma anche Made in Expo”, conclude. Un’altra news. Si tratta di un’azione di forestazione a Desio, più esattamente:  1.150 alberi donati alla Lombardia da Carlsberg Italia (Birrificio Angelo Poretti) “conteggiati” attraverso l’Orologio degli Alberi che ha permesso di rendicontare la quantità di CO2 non immessa nell’atmosfera durante i 6 mesi di Expo, grazie all’utilizzo di un sistema di spillatura che elimina l’utilizzo di anidride carbonica aggiunta evitandone la dispersione nell’ambiente. Il conteggio è stato effettuato secondo la formula certificata EPD (Environmental Product Declaration) 3 fusti = 1 albero. Così le 350.000 birre spillate nell’arco dei 6 mesi di Expo 2015 (l’equivalente di -25.000 kg di CO2) si sono trasformate in 1.150 alberi (che diventeranno 30.000 a fine progetto). Ultima: Re Box, il contenitore anti-spreco per portare a casa gli avanzi dal ristorante. Si chiama Re Box ed è un contenitore riciclabile realizzato per combattere gli sprechi alimentari. Sarà messo a disposizione dai ristoranti, di modo da dare ai clienti la possibilità di portare gli avanzi a casa. Il tutto legato ad un’Associazione che combatte la fame nel mondo.

 

Gli eventi del 2016 con storytelling e valori: Expo Antalya, Triennale Int. Exhibition, Design Week, Expo Milano Bis, Cibus, Seed&Chips e F.I.C.O.

2.EXPO-ANTALYA-Expo-milano2016-cibus2016-Fico-BolognaGli eventi finiscono, i valori no! E’ importante comprendere che si sta consolidando, sopratutto in Italia, l’emergere di eventi caratterizzati da un forte valore aggiunto che si coniuga con la social interaction: ecco, il senso del nostro claim (Gli eventi finiscono, i valori no!) per comprendere più a fondo le opportunità delle manifestazioni che veicolano valori e non solo opportunità commerciali. Questa è la frontiera di intervento che abbiamo scelto noi di Expopportunity. Questi, di seguito, i grandi appuntamenti del 2016 con cui interagiremo…

La “Triennale International Exhibition”, dal 12 aprile (in concomitanza con l’apertura di Design Week, Salone del Mobile e Fuorisalone) sino al 12 settembre 2016, a Milano: straordinaria riapertura di una grande esposizione che dagli anni ’30 ha coniugato architettura, arte, fotografia e design e avrà un programma disseminato per la città (l’Hangar Bicocca, Expo, La Fabbrica del Vapore, il Museo della Scienza e della Tecnica, il Politecnico di Milano sino alla chiusura a Monza, sede storica della Esposizione…) naturalmente come epicentro gli spazi della Triennale. Dentro Expo Milano saranno occupati: l’Auditorium e il Food District.

Sempre il 12 aprile decolla la Design Week, il Fuori Salone ed il Salone del Mobile. Ci si deve attendere il replay degli eventi 2015 (lo scorso anno abbiamo raggiunto la cifra incredibile di 1.258 eventi e 15 percorsi itineranti). E, ovviamente, il connubio con il Triennale Museum e la “Triennale International Exhibition” disseminata per la città, avrà un effetto volano senza precedenti. E, aggiunti ai consolidati distretti, avremo quest’anno nuove locations che locations non sono certamente, meglio definirle hub: Porta Nuova Milano Design District, CityLife (vecchia Fiera di Milano), Area Expo e area Expogate.

EXPO ANTALYA 2016: si terrà da aprile a ottobre 2016 e ha adottato il tema “A Green Life for Future Generations”, claim declinato con questi sottotemi: 1. Storia; 2. Biodiversità; 3. Sostenibilità; 4. Green cities. Si prevede che 8 milioni di visitatori andranno in EXPO 2016 Antalya percorrendo i suoi 112 ettari nella zona Aksu della città. Tra i Paesi che hanno già aderito: Nepal, Austria, Palestina, Venezuela, Qatar, Tanzania, Pakistan, Sudan, Giappone e Cina.

Expo Milano 2016. Nello stesso sito di Expo, a maggio 2016 andrà in onda “Expo 2.0”, un insieme di manifestazioni ed eventi che ridarà vita all’area di Rho a partire dal grande concerto del primo maggio. Saranno aperti di nuovo ai flussi di pubblico il Padiglione Italia, il Padiglione Zero, Cascina Triulza e l’Albero della Vita.

Cibus e Cibus Tech a Fiere di Parma (nuova città UNESCO per la gastronomia), data 9-12 maggio 2016, darà vita al primo evento in cui si replicherà il format del padiglione “Expo Cibus è Italia”. Verrà poi istituito un Osservatorio sull’Italian Sounding e ci sarà la seconda edizione del World Food Research & Innovation Forum, il 9 e 10 maggio sempre all’interno della Fiera.

Seeds&Chips, 11-14 maggio 2016, Fiera Milano. Salone internazionale interamente dedicato al settore Food & Technology. Un evento che riunisce innovatori, aziende e investitori desiderosi di cambiare, e in alcuni casi rivoluzionare, il modo in cui il cibo viene prodotto, trasformato, distribuito, consumato e rappresentato.

F.I.C.O Bologna è, invece, un parco agroalimentare permanente ad iniziativa del Centro Agroalimentare di Bologna, Comune di Bologna e Regione, gestito da Eataly e Coop, con, al momento dello start, 40 aziende che lo animeranno. Previsioni: apertura entro il 2016 e circa 6 milioni di visitatori annuali, 4 dall’Emilia Romagna, 1 dalle altre zone del Paese e 1 dal resto del mondo.

Ricordiamo, sullo sfondo di tutti questi eventi, una grande manifestazione portatrice di enorme valore dal punto di vista spirituale: il Giubileo Straordinario del Vaticano che terminerà nel novembre 2016, Giubileo che è stato preceduto dalla diffusione della cosiddetta “Enciclica Verde sull’ambiente”, anch’essa al centro dell’attenzione mondiale.

 

 

Triennale: la 21°Esposizione Internazionale anche dentro Expo

Parallelamente alla apertura di Expo Milano 2016 il giorno 1 maggio 2016 (Padiglione Italia, Padiglione Zero, Albero della Vita, Cascina Triulza), la “21° Esposizione internazionale della Triennale” che si svolgerà dal 2 aprile al 12 settembre 2016 con il titolo: “21st Century. Design After Design” avrà anche due Padiglioni dentro Expo: il Future food district e l’Auditorium, dove saranno allestite 6 esposizioni. Tra i due padiglioni sarà inoltre collocato un “orto planetario” con più di cento aiuole sopraelevate. L’ingresso da cui accederanno i visitatori sarà quello della passerella di Cascina Merlata. E’ prevista l’apertura di tre ristoranti e il coinvolgimento di Cascina Triulza.

“Vivaio Scuole – Diario&progetto” di settecento scuole al Padiglione Italia

Cover_Solo_FronteChe fantastica testimonianza è questo lavoro editoriale (GiveMeAChance Editoria) “Vivaio Scuole – Diario&progetto nell’esperienza di settecento scuole al Padiglione Italia, Expo 2015” grazie a Patrizia Galeazzo con la prefazione di Diana Bracco. Ecco riportato testualmente un passaggio di questo libro, un vero e proprio diario di bordo di sei mesi di “navigazione” con più di 15.000 studenti a bordo del Padiglione Nazionale, un vero arsenale di “voglia di futuro” a disposizione della nazione. Ecco un capitoletto dal titolo intrigante di Mangiare / Non mangiare: “Eccoci ad una vera e propria mitologia del nostro tempo. Sia quando essa riguarda pia-ceri, sia quando essa riguarda patologie. Tanto che i media hanno ribaltato l’immagine tradizionale delle nostre ore di cena, raccolti in famiglia a mangiare magari guardando la televisione, in spazi in cui, in qualunque orario, guardiamo diversamente la televisio-ne vedendo gente che mangia o che fa da magiare. Naturalmente il tema di Expo – pur non limitabile al “cibo” – ha fatto dell’alimentazione e dei valori nutrizionali l’ambito degli approfondimenti. Nel panorama in generale un po’ indistinto in cui la questione “mangiare” entra nelle ossessioni di tutti, ma certamente di larga parte del mondo degli adolescenti, proprio questo genere di approfondimenti sono stati un contributo a qualificare e indirizzare.
Il valore aggiunto degli stessi approfondimenti può, infatti, essere individuato in tre ele-menti ricorrenti:
• un contributo a riconoscere la natura e le proprietà delle risorse alimentari e degli alimenti;
• un contributo a saper controllare la propria alimentazione;
• un contributo a ricostruire l’analisi storica del rapporto tra biodiversità e territori.
Dunque caratteri di ricostruzione identitaria, in cui il tema del cibo prende forme proble-matiche che modificano l’approccio puramente quantitativo al “mangiare”.
Se si apprezza poi l’insieme degli interventi fatti dalle scuole attorno al rapporto tra cibo, arte e letteratura, si completa la nozione qualitativa di questo approccio e di questa esperienza
”. Appena finito questo testo ne inizia uno susseguente con un altro titolo che parla da solo riguardo l’interesse dell’argomento: Nuova tv, chef alla ribalta.

Info a: http://www.givemeachance.it

Che cos’è il Milan Urban Food Policy Pact (Carta di Milano)?

logo-Milan-Urban-Food-Policy-PactChe cos’è il Milan Urban Food Policy Pact? E’ un documento sulle future politiche alimentari delle metropoli. Obiettivi: diritto ad una sana nutrizione, sviluppo dell’agricoltura sostenibile nelle aree urbane e lotta agli sprechi. Per un anno 50 aree urbane da Parigi a San Paolo, da Londra a Dakar, da New York a Shangai, da Torino a Melbourne, hanno lavorato insieme a Milano per scrivere il patto a cui decine di città stanno ora aderendo. Si tratta di una sorta di manuale di buone pratiche, in cui ciascuno racconta cosa ha sperimentato con successo in tema di sostenibilità alimentare e ambientale: per garantire un pasto a tutti, per la sicurezza dei cibi, per educare al risparmio dell’acqua, per migliorare la propria alimentazione e curare il proprio stile di vita. Qualche esempio: dalla social Card del cibo sano ideata dal sindaco di New York, che fa bene non solo ai consumatori ma anche ai piccoli agricoltori dei mercati contadini, agli orti urbani di Dakar realizzati dentro contenitori di materiale di recupero, come legno e vecchie taniche di plastica o copertoni che possono stare su un terrazzo o in un’aiuola.

Ecco il testo.

La cucina della verità di Gualtiero Marchesi

KMBT_C284-20151228094405Una specie di CODICE MARCHESI.

“La cucina della verità, ovvero della forma, quindi materia”. Un appunto di viaggio, un haiku visivo realizzato da Gualtiero Marchesi, chef di vera fama mondiale e fondatore della Nuova Cucina Italiana per LA LETTURA del CORRIERE DELLA SERA. Non non siamo certo teneri verso la sovraesposizione dei nostri chef in questo periodo iper-mediatico ma, quando ci vuole ci vuole 🙂

Dopo Expo, “100 giorni per 100 proposte”: da Cascina Triulza

cascina-triulza-2Incontri, dibattiti, workshop, spettacoli e laboratori. Come promesso, Cascina Triulza riprende a pieno regime le attività nel dopo-Expo 2015. E sceglie di farlo rivolgendosi a tutte le organizzazioni interessate, lanciando una call prima della pausa natalizia per iniziare a costruire il calendario di eventi pubblici da programmare per i primi mesi del 2016. La documentazione e le modalità di partecipazione alla Call “100 giorni, 100 proposte” sono scaricabili dal sito http://www.fondazionetriulza.org. La chiamata di idee scade il 29 febbraio 2016.“100 giorni per 100 proposte”, il dopo Expo di Cascina Triulza prende forma dalla società civile
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