alimentazione e materie prime

Va creato il mito nei nostri prodotti di eccellenza: la sfida è rendere memorabile la tradizione, narrarla

gustiamo-totale-visual-new2-2-2“Il futuro del made in Italy sta nel saper raccontare chi raccoglie sementi e produce formaggi e salumi d’eccellenza. Va creato un mito nei prodotti unici al mondo, come l’aceto Balsamico tradizionale di Modena Dop, e metterli in relazione con tour operator e chi promuove l’accoglienza turistica. Sta tramontando l’epoca degli chef percepiti come star. La sfida è rendere memorabile la tradizione”. Così parla Davide Rampello, docente al Politecnico di Milano e ideatore dei contenuti del Padiglione Zero all’esposizione universale, da un incontro promosso a Modena, presso Gusti.a.Mo, da “Piacere Modena”.
E prosegue l’antropologo Marino Niola, dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli:“l’Italia è la gastronomia del domani, perché è sostenibile. Il segreto è fare tesoro dei gusti dei mille campanili e degli artigiani che si fanno custodi dei mestieri”.
Parole molto precise quelle del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli: “C’è un boom di turisti stranieri che visitano Duomo, l’Acetaia comunale, caseifici e prosciuttifici e fanno selfie davanti al ristorante di Bottura. Abbiamo messo l’agroalimentare ovunque, dal Festival della Filosofia ad Arti, perché l’agroalimentare è dentro di noi e questo ci offre condizioni per creare futuro”. Food for mind, dunque…

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Dai campi abbandonati le erbe delle nonne. Iniziativa nell’Ossola, presto sarà un’e-commerce

erbe-selvatiche-coltivate-farmaceutica-riscoperta-valori-Le erbe selvatiche e non solo. Il consorzio si chiama “Erba Böna”, evoluzione dell’associazione costituita nel 2001 grazie a un progetto di cooperazione transfrontaliera con la Svizzera. Quindi si passa agli essiccatoi a Cavaglio Spoccia, in valle Cannobina e a quello di Verampio di Crodo.  Qui i lavorano i quindici: mentre in alta Formazza la produzione è tipica di montagna con l’achillea moscata, la genziana lutea, il genepì, l’arnica e le stelle alpine, scendendo a valle si è riusciti – con l’aiuto dell’agrotecnico Antonello Bergamaschi – a far crescere ciò che in natura si trova ad altre fasce climatiche, per esempio anche la melissa, menta piperita e citrata, iperico, arnica, calendula, lavanda, timo, malva, rosmarino, salvia e nei campi più esposti al sole – sulle rive del Lago Maggiore a Cannero e Cannobio – origano e lippia. Con il supporto del farmacista Eugenio Maddaloni tutto ciò diventa filtri di tisane digestive, dissetanti, per la tosse e, novità di quest’anno, bevande per combattere i disturbi femminili. Ecco qualcuno dei vari prodotti: Caramelle, liquori, oli per massaggi e poi cuscini che conciliano il sonno (alcuni con versi in lingua walser della formazzina Anna Bacher), aromatizzatori per vivande, scalda-collo, sacchettini riempiti di fieno ed erbe da appoggiare sulle parti doloranti. «Abbiamo per ora una distribuzione limitata a negozi delle zona, ma l’intento è di partire con l’e-commerce» aggiunge una delle socie

 Approfondisci: http://www.lastampa.it/2016/08/26/edizioni/verbania/dai-campi-abbandonati-le-erbe-magiche-delle-nonne-QpWoqRfJGzOxMCj5ORbzyJ/pagina.html

La cucina della verità di Gualtiero Marchesi

KMBT_C284-20151228094405Una specie di CODICE MARCHESI.

“La cucina della verità, ovvero della forma, quindi materia”. Un appunto di viaggio, un haiku visivo realizzato da Gualtiero Marchesi, chef di vera fama mondiale e fondatore della Nuova Cucina Italiana per LA LETTURA del CORRIERE DELLA SERA. Non non siamo certo teneri verso la sovraesposizione dei nostri chef in questo periodo iper-mediatico ma, quando ci vuole ci vuole 🙂

La contraffazione alimentare e l’Italian sounding: nel 2016/7 parte “Cibo 100% Made in Italy”

made-in-italia-stampLa contraffazione alimentare e l’Italian sounding: nel 2016/7 parte la campagna “Cibo 100% Made in Italy”, sui mercati USA, Canada e Messico. Ecco qui di seguito gli interventi sul tema, da parte di Colomba Mongiello, la vice presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della contraffazione:“L’Italian sounding è la forma di contraffazione più diffusa all’estero ed è un fenomeno sostanzialmente privo di tutela giuridica che colpisce particolarmente le piccole e medie imprese che offrono al mercato prodotti 100% Made in Italy. Gian Domenico Auricchio ha invece sottolineato come “Nel mondo esiste una significativa domanda di Italia ancora tutta da intercettare. Dietro questa domanda ci sono operatori del trade, opinion leader, giornalisti di settore, capaci di comprendere – se coinvolti nelle nostre azioni di marketing – il valore delle produzioni autentiche italiane e di testimoniarlo a fasce sempre più ampie di consumatori. Per questo il progetto si avvale della rete delle 79 Camere di Commercio Italiane all’Estero presenti in 54 paesi del mondo.

 

 

#PinkAbruzzo, parte terza. Stefania Bosco: donna, imprenditrice, vini, eccellenza…

Eccoci al terzo appuntamento focalizzato sulle ricchezze territoriali e regionali del nostro ‘Bel Paese’, appuntamento targato #PinkAbruzzo. Proprio riguardo l’imprenditoria al femminile della Regione Abruzzo, oggi incontriamo Stefania Bosco: è l’unica donna nella giunta camerale della Confindustria abruzzese, fa parte del movimento “Le donne del Vino”, e guida l’azienda vinicola Bosco Nestore. Ci conosciamo presso un suo vigneto e la intervistiamo mentre il sole tramonta immerso nel paesaggio abruzzese. Il nome Bosco è sinonimo della tradizione vitivinicola abruzzese, in particolare del Montepulciano e del raffinato Pan, la cui etichetta è stata creata da pittore Michele Cascella. Stefania ha scelto un lavoro, quello di produrre di vini di alta qualità, di cui il 70% è destinato al mercato estero.

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Ecco un sintetico domanda/risposta con Stefania. Perché il vino? “Ho raccolto la tradizione familiare. Sono nata nei vigneti rivolti a mezzogiorno e a levante, le cui uve sono destinate a creare vini di carattere spiccatamente territoriale”. Come dovrebbe essere il rapporto con il territorio? “ Va incentivato un maggiore scambio tra il settore del turismo e quello agroalimentare per dare più visibilità alle eccellenze che rendono l’Abruzzo una regione da scoprire. Trasmettere un’unica immagine del territorio è fondamentale per promuovere la nostra regione”. I riconoscimenti? “Più di cento ottenuti in concorsi nazionali e internazionali. Mi piace ricordare che siamo un’azienda Eco-Friendly (Premio Cantina Eco-Friendly). Produciamo vini con fonti rinnovabili di energia, con basse emissioni di CO2 in atmosfera grazie a un impianto fotovoltaico”. Il mondo del vino è un mondo per donne? “Potrebbe esserlo di più, soprattutto nei ruoli decisionali. Facciamo ancora fatica ad essere considerate leader.”

Campagna di promozione strategica “Cibo 100% Made in Italy” sui mercati USA, Canada e Messico

Nell’ambito del “Piano straordinario Made in Italy”, è stata lanciata la Campagna di promozione strategica “Cibo 100% Made in Italy” sui mercati USA, Canada e Messico. Un’importante iniziativa a cura della Camera dei Deputati, del Ministero dello Sviluppo Economico e di Assocamerestero volta al contrasto del fenomeno dell’italian Sounding e alla tutela dei consumatori stranieri. E’ un segnale molto importante, a nostro parere, alla fine di un anno che vedrà probabilmente confermarsi la cifra record di 36 miliardi di export del comparto agro-alimentare, anzi ci siamo sempre chiesto perchè non fossimo più attivi sul tema. Ritorniamo alla Campagna: nel primo anno le iniziative promozionali si concentreranno su Stati Uniti, Canada e Messico e coinvolgeranno le CCIE di Montreal, Toronto, Vancouver, Chicago, Houston, Los Angeles, Miami, New York, Città del Messico. Le attività avranno anche riflessi in Italia e saranno supportate da: AICIG, Sistema camerale italiano, Associazioni di categoria del settore agroalimentare. Tra le principali iniziative: incoming di operatori del settore food in Italia, incoming educational per opinion leader e influencers dei Paesi target, formazione per operatori del settore food, eventi di promozione e un ampio piano di comunicazione e animazione sui territori in Italia e all’estero.

 

#PinkAbruzzo: una women-chef di nome Cinzia Mancini

 

cinzia-mancini-Pink-AbruzzoEccoci al secondo appuntamento targato Expopportunity#PinkAbruzzo. L’altra metà del cielo avanza nell’ambito della gastronomia e lentamente le chef procedono in un mondo fino ad oggi pressoché soltanto maschile. Cinzia Mancini, chef della La Bottega Culinaria Biologica”, ne è un esempio. I suoi piatti esaltano i prodotti del territorio coltivati o allevati nel rispetto della natura. Hanno sempre un tocco femminile, cercando una creatività che si differenzi. Le sue creazioni nascondono studi approfonditi e, più avanti, troverete una sua ricetta. La parola a Cinzia, Abruzzese DOC, con 5 domande.

Quale cucina interpreti? “Una cucina consapevole che propone cibo che aiuta a stare bene con se stessi e con gli altri”. Ti è stato d’ostacolo essere donna? “Bisogna avere la forza di superare i pregiudizi iniziali”.
Il piatto che più ami? “L’uovo, scampo e radicchio”. Che cosa rappresenta per te la cucina? “Contaminazione”. Il potere del cibo? “Sentimento. Cucinare è un atto di amore, crea convivialità, favorisce la nascita di grandi amori. E’ una forma di comunicazione che coinvolge tutti i sensi”.

In Expopportunity non siamo soliti pubblicare ricette, questa volta facciamo un’eccezione ma, prima…. vogliamo “ambientarla”: la Bottega Culinaria Biologica, nascosta tra la vegetazione della campagna di San Vito Chietino, in provincia di Chieti (naturalmente sempre in Abruzzo!), è un piccolo casale bianco: nasce da un rimessaggio agricolo di proprietà trasformato in una trattoria con orto; come i nostri tempi sempre più richiedono, questa caratteristica (l’orto annesso) permette di avere il biologico nel 70% delle materie prime utilizzate per la preparazione dei piatti.

La ricetta “Mare e monti” è ispirato al paesaggio delle pinete marine, situate a poca distanza, un modo per citare l’Abruzzo anche in un piatto :-).
Ingredienti. 4 Cicale di Mare, Polvere di funghi porcini, 10 grammi di capellini, Acetosella, Foglie di insalata essicate
Procedimento. Abbattere per sicurezza alimentare le cicale, due ore circa prima di servirle riportarle a temperatura eliminando il suo carapace, condire con olio evo e riporre in frigo. Friggere i capellini e lasciare raffreddare.
Assemblaggio. Passare con delicatezza le cicale nella polvere di funghi, aggiungere l’ acetosella condita precedentemente, le foglie essiccate e ed infine i capellini fritti.

Expopportunity percorre le strade del dopo-Expo coinvolgendo in un sequel, la Regione Abruzzoincontreremo prossimamente le imprenditrici Stefania Bosco e Adriana Lonigro.    

(Monica Viani)

Il refettorio non chiude per ferie: 9 agosto cena di beneficenza

Dal 5 giugno ad oggi il Refettorio Ambrosiano, che ha visto susseguirsi già 20 chef stellati di fama internazionale, ha cucinato le eccedenze di Expo per un centinaio di persone al giorno. In questo modo sono già state recuperate 4,5 tonnellate di cibo, offrendo alle persone indigenti circa 4 mila pasti.

Il menu viene reinventato quotidianamente complice la creatività e bravura dei super cuochi ospiti, oggi per esempio, domenica 9 agosto, la cucina è nelle mani di 4 chef latinoamericani: il messicano Enrique Olvera, il cileno Rodolfo Guzmán, il venezuelano Carlos Garcia, l’uruguayano Matías Perdomo.

L’appuntamento è nel quartiere di Greco a Milano e il progetto si realizza grazie a Caritas Ambrosiana,in collaborazione con Massimo Bottura e Davide Rampello,  e questa sera è speciale in quanto la cena è di beneficenza e dunque è aperta a tutti i cittadini che potranno così contribuire fattivamente a sostenere questa causa meritoria. I posti sono ancora disponibili… 🙂

E domani cosa si mangia?Refettorio-Ambrosiano-Expo2015

Succhi di frutta innanzitutto buoni e poi biologici: intervista sulla visione ‘pop’ di Alberto Zamuner

alberto-zamuner-succhi-biologici-eco-succhiAbbiamo incontrato Alberto Zamuner, che ci ha parlato dei succhi Bevande Futuriste, insistendo sul termine buoni e biologici, ma per tutti; insomma una visione ‘pop’ dei prodotti di alta qualità: “Abbiamo voluto portare colore nel mondo del succo di frutta con il nostro ‘Di frutta’. Il succo si ribella; la bottiglia è nostra, fatta cioè con uno stampo che ci appartiene e anche tutta la texture. Ha un prezzo competitivo ed è realizzato con frutta prevalentemente italiana (quella che è possibile trovare), di altissima qualità, con un packaging accattivante e soprattutto rivolto a coloro che cercano, prima di tutto un prodotto buono. Il succo di Bevande Futuriste è a base di frutta biologica e segue il protocollo bio, prodotto quindi con una serie di passaggi che ne assicurano la certificazione. Vuole però essere un biologico per tutti, non settoriale, in contrapposizione con quello che ha sempre offerto l’industria. Bio significa infatti realizzare un prodotto fatto bene con frutta di un certo tipo anche se, nella filiera, non tutto è sempre biologico al 100%”. 

QUANDO, SU QUESTO BLOG,  FACCIAMO APPROFONDIMENTI SU MARCHI E PRODOTTI, QUELLO CHE GUIDA LA NOSTRA SCELTA E’ UNICAMENTE LA RICERCA DELL’ ALTA QUALITA’ ED ECCELLENZA. I GIUDIZI E LE SEGNALAZIONI SONO PERSONALI.

La tracciabilità alimentare nell’agenda internazionale

In seguito all’attenzione data da Expo Milano 2015 al tema della sicurezza alimTracciabilità alimentareentare e della tracciabilità, qualcosa comincia a muoversi. Dell’argomento, a seguito della “Public Conference on Safety and Nutrition in 2050” organizzata all’interno dell’Esposizione Universale dalla Commissione Europea, ha infatti parlato la stampa internazionale e particolarmente quella britannica. Questa ha sottolineato come il Regno Unito stia pensando di rendere più dettagliate le etichette che accompagnano carni e bevande alcoliche e l’Independent ha riportato le affermazioni di Eric Martin, numero due dell’unità antifrodi della Commissione, alla stessa conferenza. Parlando a Expo 2015 e facendo riferimento allo scandalo della carne equina emerso nel 2013, Martin ha sottolineato come la creazione di un sistema di controlli per prevenire le frodi alimentari debba diventare al più presto una questione di interesse internazionale, dal momento che il cibo stesso è ormai internazionalizzato. L’Expo sta quindi ingranando a livello politico e diplomatico: alcune questioni di vitale importanza, grazie all’Esposizione Universale, stanno infatti entrando nel dibattito internazionale. L’Italia ha una priorità evidente: quella di tutelare i marchi di qualità e le produzioni di eccellenza, in modo da far valere le proprie specificità all’interno di uno scenario competitivo ma spesso troppo opaco. “Con Expo 2015 si discute di una delle questioni geopolitiche più rilevanti del millennio: nutrire il pianeta” ha inoltre dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina. “Sono convinto” ha aggiunto “che la carta di Milano sarà la cornice per un contributo di grandissima rilevanza e che consegnerà obiettivi esigibili e chiari a una sfida centrale e globale qual è quella alimentare”.