Month: May 2016

Procedono spediti i lavori per la smart city targata Dubai 2020

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Qualche aggiornamento: con 250 partecipazioni nazionali già previste, Expo Dubai 2020 dovrebbe attestarsi, secondo le stime, su una quota di 25 milioni di visitatori. Santiago Calatrava ha vinto il concorso per la realizzazione della torre di Dubai Creek Harbour (è anche progettatore del padiglione degli Emirati Arabi Uniti)  che dovrebbe diventare il simbolo di questa Expo). Ecco i tre padiglioni tematici di “Connecting Minds, Creating the Future”: Opportunity, Mobility e Sustainability. Ritornando al concept della Torre: dal punto di vista funzionale, il progetto può essere considerato una sorta di ibrido tra un landmark e un grattacielo e ospiterà 20 appartamenti, un hotel, ristoranti e un osservatorio panoramico, il tutto con forti connotazioni ambientali e smart-tech.

 

 

 

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Mappa e programma di Expo 2016 ‘Experience-rEstate a Milano’

Anteprima con Bocelli, il 25 maggio 2016, condotta da Michelle Hunziker e dopo l’esibizione del tenore toscano diretto dal maestro Zubin Mehta,mappa-nuova-expo-2016-milano-experience tanti grandi nomi della musica: Kylie Minogue, Giuliano Sangiorgi, Claudio Ranieri, Gianna Nannini, Skin, il Volo, Francesco Renga, Alessandra Amoroso, Roberto Vecchioni, Lorenzo Fragola, Laura Pausini in collegamento video, il soprano Aida Garifullina; e per il calcio: Massimiliano Allegri, Pelè, Ronaldo, Marcello Lippi, Arrigo Sacchi e molti altri.

Dal 27 maggio secondo il cronoprogramma di Expo dovrebbero essere attivi l’Open air Theatre (che ospiterà non meno di 12 eventi durante tutto il periodo), gli spazi per la Triennale (vedi sotto), lo street food lungo il Cardo. Il 3 giugno verranno aperte le piazzette, mentre dal 10 giugno i writer cominceranno a dipingere la cesata. Il 17 giugno riapriranno il Children Park e Palazzo Italia, mentre entro il 24 giugno dovrebbe ripartire anche l’Albero della Vita.

Venerdì 27 maggio parte ‘City after the City’ (programma) della Triennale e il grande ‘orto planetario’ di 3000 metri quadri, ospitato in grandi vasche di ferro, contiene decine di specie di piante commestibili diverse. Dal 27 maggio fino al 30 settembre 2016, dalle 14 alle 23 dal venerdì alla domenica, l’area sarà aperta al pubblico e la mostra visitabile gratuitamente. Al sito si potrà accedere attraverso la porta d’ingresso ovest ‘Triulza’ collegata alla metro.

SPIAGGIA ED EVENTI PER L’ESTATE. Experience-rEstate a Milano‘ permetterà di offrire ai cittadini, per tutto il periodo estivo, un vero e proprio parco urbano attrezzato, con spazi dedicati allo sport, al relax, alla ristorazione, agli animali, al divertimento dei più piccoli e molto altro ancora. Una serie di iniziative culturali, concerti ed eventi variegati.

Sopra la Mappa di Expo 2016

Workshop “Che mercato saremo. Linking people, money, emotions, places and things” al Ferrara Sharing Festival

Logo-Ferrara-Sharing-FestivalAll’interno del Ferrara Sharing Festival (primo festival italiano sul tema della Condivisione e della Sharing Economy) si svolgerà un workshop da titolo “Che mercato saremo. Linking people, money, emotions, places and things”: venerdì 20 maggio 2016 alla Sala della Musica in via Boccaleone 19, a partire dalle ore 19.15 fino alle 20.45 (seguirà un aperitivo denominato ‘Valley Cocktail’), interverranno Fabrizio Bellavista, Partner Emotional Marketing Institute, con “Sharing Economy e la Logica dell’acqua”; Alessandro Donadio, Social Organization Consultant, su “La Sharing Economy e le Social Organizations” e Paolo Mamo, Amministratore delegato Altavia (DistrEAT), riguardo a “DistrEAT: l’azienda e le nuove cittadinanze”). Moderatore: Nicola Zanardi, Amministratore delegato di Ferrara Fiere.

Ferrara Fiere promuove questo laboratorio sull’affermarsi della Sharing Economy e l’avvento di Internet of Things; siamo tutti connessi e il processo dell’innovazione segue questi step: “Sharing economy – Social Organization – Social Networking”. La sfida è creare un nuovo mercato con al centro l’uomo e le sue emozioni.

Durante il workshop esperienziale ci saranno prove in diretta della tecnologia “Internet of Human Things” in collaborazione con Lab#ID dell’Università Carlo Cattaneo e di sensori “Human Bio Feed Back”. Gli speech saranno presentati su un doppio schermo simultaneo per affrontare le due realtà che caratterizzano ogni antefatto innovativo: sul primo schermo ci sarà una presentazione che scorre su un piano logico, sull’altro schermo, contemporaneamente, scorrerà invece il lato psicologico-emozionale. Ogni speech ha una sessione di condivisione in real time. Durante il workshop verrà distribuito un auto-test per individuare “Quale è la sharitudine della tua azienda”.

GUARDA IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL.

Che fine hanno fatto i padiglioni di Expo 2015?

Molte persone si stanno domandando che fine hanno fatto i padiglioni di Expo 2015? Expopportunity ha ricostruito un po’ di storia: ecco una serie di opzioni: iniziamo dallo splendido Giardino del Bahrain, sarà un orto botanico a Muharraq. Riguardo il Cile, invece: “Questo Padiglione sarà ricostruito e diventerà un centro culturale a Santiago del Cile” mentre la Cina vuole ricostruire una copia del Padiglione nel Paese con pezzi simbolo originali. Resta a Milano, invece, il Padiglione Coca Cola destinato a diventare un campo di basket nel capoluogo lombardo. Interessante invece questo accordo: l’Ucraina ha accolto il Padiglione Don Bosco pronto a diventare una prima pietra di una cooperazione futura.
Approfondisci 

Exploring Bandiere: come valorizzare il territorio italiano

Expopportunity-moki-borghi-enogastronomiaLa bellezza salverà l’Italia? Noi speriamo che sia uno dei driver delle ripresa.  Exploring Bandiere consente di conoscere prodotti, artigianato, tradizioni, soluzioni innovative e green di gestione del territorio. 100 borghi Bandiera Arancione, provenienti da tutta Italia, si danno appuntamento a Milano come ambasciatori delle bellezze del proprio territorio, presentando a Exploring Bandiere Arancioni prodotti gastronomici locali, artigianato e tradizioni, ma anche soluzioni innovative e green di gestione del territorio. Un percorso ideale attraverso le regioni d’Italia che, sabato 14 e domenica 15 maggio dalle 10 alle 19, saranno rappresentate dai numerosi borghi Bandiera Arancione riuniti nella suggestiva cornice della Piazza d’Armi del Castello Sforzesco. Oltre ai numerosi stand, dove si potranno acquistare ed assaggiare i prodotti d’eccellenza dei piccoli centri storici certificati dal Touring, nel Castello Sforzesco verrà ricostruita l’atmosfera tipica dei borghi italiani, anche attraverso un ricco calendario di appuntamenti e dimostrazioni: si potrà degustare il vino Vermentino di Castelnuovo Magra (SP), fare merenda con Leonardo da Vinci (FI), cimentarsi nella lavorazione delle pagliarole, cesti di paglia intrecciata a mano tipici di Acquaviva Picena (AP), vivere la scenografica rievocazione storica di San Leo (RN), scoprire le iniziative di ecoturismo realizzate a Morigerati (SA), conoscere le migliori pratiche di gestione ambientale di alcune località, come per esempio il Comune di Cannero Riviera (VB) e tanto altro ancora. Ai più piccoli un’area dedicata e laboratori creativi realizzati con materiali di riciclo, oltre a spettacoli di mimo. Verranno, inoltre, proposte passeggiate gratuite guidate tra gli stand. Ricordiamo che per i giovani non tira aria di grandi festeggiamenti a giudicare dalle statistiche riguardanti il lavoro. La musica, scandita dagli ultimi dati Istat, ha un solo ritornello: il lavoro va inventato. Siamo il paese dei “Neet”, dei giovani che non studiano e non lavorano (oltre 2,3 milioni). Che fare? Riscoprire quelle attività legate alla valorizzazione del territorio che possono permettere all’Italia di risollevarsi da una situazione di stallo. Expo docet!

Milano, laboratorio disseminato…

Pochi dati, per parlare di questa “metropoli introversa” (o forse sarebbe meglio dire “ex introversa”). Milano ha vissuto un mese di clamorosi appuntamenti: 1.260 eventi durante 35 giorni in aprile/maggio 2016 hanno posto la città al centro del mondo dell’arte, della fotografia, del design, della moda e della creatività con il Salone del Mobile e il Fuorisalone, Mi ART, l’apertura della Triennale International Exhibition, Milano Moda Design e MIA Photo Fair e preview di Expo 2016 con la un concerto della Scala all’Auditorium Expo. La cultura è la texture necessaria per rendere grande una metropoli e farla eleggere smart city (non bastano le tecnologie).

Expo Milano dopo un anno: eredità e mancati appuntamenti

expo-2015-expopportunityE’ chiaro che ci teniamo in modo particolare, ad un anno di distanza, a comprendere al meglio quello che si è fatto e quello che non è stato fatto (e forse si riesce ancora a recuperare). Riguardo all’eredità fisica concernente Milano, Giuliano Pisapia dice: “tra le eredità materiali ci sono 1.Cascina Triulza, tornata a nuova vita come Casa del terzo settore; 2.il centro operativo di via Drago, che è servito a garantire la sicurezza ai milioni di visitatori e adesso funziona a tutela dei milanesi e dei turisti; 3. la viabilità di Milano, l’arredo urbano con tante piazze e vie rimesse a nuovo, i 50mila nuovi alberi in città”. E riguardo allo spreco, afferma:“a Milano abbiamo ridotto lo spreco di cibo nelle scuole e fatto un accordo con il Banco Alimentare per aiutare chi ha bisogno”... E conclude sull’argomento dicendo che“la carta di Milano per me è stata il momento forse più emozionante; oltre 130 sindaci in rappresentanza di 500 milioni di persone hanno firmato a Palazzo Reale un patto, concreto e realizzabile, per contrastare la fame nel mondo e lo spreco alimentare. Già in autunno ci sarà a Roma, alla Fao, un nuovo incontro dei sindaci per scambiarsi le buone pratiche e fare il punto dei risultati positivi che sono già una realtà”. Dal punto di vista della visibilità “certamente Milano è diventata una città più internazionale, abbiamo avuto oltre 60 capi di Stato e questo ha contribuitto a renderci più convinti del suo ruolo in Europa e non solo” conclude.

Ecco che alle parole del Sindaco, Expopportunity aggiunge qualche nota: per esempio, secondo noi: 1. Non è stata fatta chiarezza su tre aspetti importanti: a) Perchè l’operazione “Italiani dall’estero” non ha funzionato?; b) Quali problemi Explora ha avuto realmente? c) il milione e duecentomila cinesi attesi perchè non sono arrivati?

Riguardo invece l’aspetto valoriale della manifestazione, le Associazioni (eccetto Slow Food e Caritas) e le Aziende hanno fatto poco follow out e non hanno rilanciato abbastanza cogliendo il momento favorevole. Ed anche quando lo hanno fatto, non lo hanno comunicato con efficacia. Questo è la prima riflessione importante e non vale solo per Expo: Milano gestisce (abbiamo visto anche in occasione del Salone e Fuori Salone, con 1.200 eventi in 5 giorni) una massa di eventi di altissimo livello ma non ha creato una modalità affinchè a) non si accavallino certi appuntamenti e b) vengano meglio comunicati e condivisi anche “nel dopo”. E’ il momento di pensarci! E riguardo ai valori Milano aveva l’occasione di diventare “Capitale del cibo giusto” e, salvo smentite con gli incontri che andranno avanti sino a ottobre, non è avvenuto.

Gli eventi finiscono, i valori no!

“Comunicare il cibo” al Misen Ferrara Fiere


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Misen – Ferrara Fiere, 25 Aprile 2016: incontri su tematiche fondamentali e di interesse mondiale come “Acqua da bere: le acque minerali in bottiglia”, “Per promuovere ortofrutta e salute” oppure “Comunicare il cibo”. Durante quest’ultima tavola rotonda, abbiamo avvicinato alcuni dei protagonisti chiedendo ad ognuno di loro una sintesi significativa del Misen 2016.Lo scopo dell’incontro era quello di fare luce sugli aspetti fondamentali che una corretta comunicazione dovrebbe avere nei confronti non solo dei consumatori, ma più in generale degli operatori del food. Adriano Facchini, esperto nazionale di sagre, uomo di marketing e funambolo della parola a questo proposito afferma che essendo il cibo il primo comunicatore di ogni nuova vita (il neonato mangia per conoscere) ha necessità di essere rispettato e conosciuto sino alle sue radici più profonde. Importante per una comunicazione corretta: 1) che cosa voglio comunicare: aspetto salutistico e ambientale; 2) a chi devo comunicare, essendo il tema interessante per tutti, questa comunicazione deve essere fruibile a tutti i livelli e 3) il come: attraverso sagre, feste popolari e  Social Network:  queste “conversazioni” sono infatti manifestazioni popolari di una comunità in rete che si sente coinvolta e che ne lascia traccia. Per riuscire a comunicare, valorizzare e commercializzare al meglio tutti i prodotti e la cultura del nostro Paese, è necessario sapere “vendere l’Italia”; questo è il leitmotiv di Vincenzo Tassinari, economista e manager che è stato per oltre due decenni al comando di Coop Italia e che crede fortemente che cultura, valori e qualità debbano viaggiare all’unisono, solo così  il sistema Italia può essere vincente. Tassinari si dichiara un po’ sconcertato dalla lentezza dell’apparato legislativo che non riesce a tenere il passo rispetto allo sviluppo economico. Ma punta anche il dito su alcune grandi famiglie imprenditoriali italiane che invece di investire, facendo sistema, sulle catene distributive, hanno preferito fare “cassa”. Nel suo libro “Noi, le Coop Rosse” Tassinari cerca di fare chiarezza, approfondendone alcuni aspetti, sullo stato dell’arte italiano. E dimostra che senza sicurezza, rispetto per l’ambiente ed etica, non si potrà andare molto lontano. Lisa Bellocchi, Presidente Arga e giornalista esperta internazionale del settore agroalimentare e ambiente, durante il suo intervento si chiede chi possa aiutare il consumatore nella comprensione e conseguente scelta del miglior cibo, in quanto “una civiltà che ha perso il valore del cibo che consuma è una civiltà che muore”. E trova nella sua indagine una risposta, lo storyteller: quel narratore in grado di ammantare la comunicazione sul cibo di un’aura di fascino tale per cui tutti vorranno conoscerne storia e provenienza. “Se riusciremo a vendere la cultura italiana che sta dentro una scatola di pomodori, allora la sfida sarà vinta” ha affermato. Un altro intervento è stato quello di Fabrizio Bellavista, partner di Emotional Marketing, Digital Transformation Expert e fouder di Expopportunity: “sono tre gli aspetti fondamentali per COMUNICARE IL CIBO (NON COME MERCE): considerare per prima cosa che noi, venditori di parole, dobbiamo riscoprirne la magia, fare in modo che ogni lettera sia collegata ed abbia un proprio ‘senso’ profondo, consapevoli che anche una singola vocale (ne abbiamo avuto esempio riguardo alle valenze rilevate attorno alla lettera ‘i’) meta-comunica mondi interi; secondo: il mondo ruota intorno ad una concezione liquida degli accadimenti e le parole, similarmente alle foglie che cadono sul terreno, sedimentano e diventano la base e il concime per una comunicazione armoniosa; terzo: la sharing economy è emersa prepotentemente (Bellavista interverrà allo Sharing Festival di Ferrara) e le social street, il social eat e le food start up sono ormai patrimonio del nostro mondo”.

In chiusura a me viene in mente che Pablo Neruda con la sua “Ode al pomodoro” forse è riuscito a “vendere” sapienza, conoscenza e cultura del cibo sintetizzandoli magistralmente in una sola poesia. Purtroppo però solo una nota agenzia pubblicitaria se n’è accorta 😦 la speranza è che i ns prodotti agroalimentari trovino, magari in un Sommo poeta italico vivente, la loro massima espressione, raccontata dalla viva voce dell’autore.

 

Expo, ricadute economiche su Italia e Milano secondo una ricerca targata Bocconi

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Dati importanti. Una recentissima ricerca aggiornata al 2016 della Bocconi, stima complessivamente, grazie a Expo e fino al 2020, una produzione aggiuntiva nel Paese di 31,6 miliardi, di cui 16,1 a Milano e nella Città metropolitana. Nello stesso periodo l’indotto occupazionale è pari a 242mila unità di lavoro annue, 115mila nel nostro territorio metropolitano.

Data l’importanza di questo dato citiamo la fonte da cui lo abbiamo prelevato:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/05/01/news/expo_un_anno_dopo-138870438