Month: December 2015

Un emoticon come parola dell’anno secondo l’Oxford Dictionaries

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Un emoticon come parola dell’anno… Proprio così: l’Oxford Dictionaries, ha stabilito che la parola dell’anno 2015 è una emoji, la faccina che ride fino alle lacrime che c’è nell’immagine. I tempi cambiano velocemente ed anche i suoi codici espressivi.

La cucina della verità di Gualtiero Marchesi

KMBT_C284-20151228094405Una specie di CODICE MARCHESI.

“La cucina della verità, ovvero della forma, quindi materia”. Un appunto di viaggio, un haiku visivo realizzato da Gualtiero Marchesi, chef di vera fama mondiale e fondatore della Nuova Cucina Italiana per LA LETTURA del CORRIERE DELLA SERA. Non non siamo certo teneri verso la sovraesposizione dei nostri chef in questo periodo iper-mediatico ma, quando ci vuole ci vuole 🙂

Scade il 29 febbraio 2016 la call di Cascina Triulza “100 giorni, 100 proposte”

call-100 giorni-100-proposte-cascina-triulzaCascina Triulza, l’unico Padiglione che ha continuato le attività anche dopo la chiusura di Expo, ha lanciato la call “100 giorni, 100 proposte” rivolta a organizzazioni della Società Civile e Istituzioni che scade il 29 febbraio 2016, per iniziare a costruire il calendario di eventi pubblici da programmare per i primi mesi del 2016. Questa intende permettere a tutte le organizzazioni della società civile e alle istituzioni pubbliche di continure a lavorare in Cascina Triulza sui temi, le proposte e le iniziative che hanno dato corpo e sostanza al programma culturale del Padiglione della Società Civile ad Expo Milano 2015. L’obiettivo della call è avviare un percorso partecipato per dar vita al primo programma di appuntamenti fino a marzo 2016 – tra incontri, dibattiti, workshop, spettacoli, performance artistiche e laboratori – in coerenza con le nuove funzioni e attività previste per Cascina Triulza come lab-hub per l’innovazione sociale e per lo sviluppo sostenibile. Questo intende essere un centro per la ricerca e la formazione sull’innovazione sociale, incubatore di imprese sociali, agenzia per lo sviluppo e la proiezione internazionale del Terzo Settore, per la promozione del modello cooperativo e per la realizzazione di progetti condivisi tra il non profit, imprese ed Istituzioni.

Tra le linee progettuali allo studio per tutta l’area Expo il progetto “Milano 2040” annunciato dal Governo che prevede la costruzione di un centro per l’innovazione tecnologica su genomica, big data, nutrizione, cibo e sostenibilità. In occasione poi della XXI edizione della Triennale Internazionale del Design, dovrebbero riaprire già ad aprile Padiglione Italia, Cardo, Albero della Vita e Open Air Theatre.

Cascina Triulza torna al pieno della sua funzionalità nel dopo Expo con un auditorium di 194 posti, una sala multifunzionale, sale riunioni, spazi per bambini, un ristorante e la grande corte aperta. Gli spazi sono stati predisposti per accogliere il calendario di iniziative che scaturiranno dalla call “100 giorni, 100 proposte”, ma anche per ospitare altri tipi di eventi. Ricordiamo che Cascina Triulza, i cui spazi e il programma culturale durante Expo sono stati gestiti e organizzati da Fondazione Triulza, un network a cui aderiscono 66 delle principali organizzazioni del terzo settore ini Italia, è stato il Padiglione della Società civile a Expo Milano 2015, il primo nella storia delle Esposizioni Universali. Ha ospitato oltre 800 eventi a cui hanno partecipato attivamente 65.000 persone e centinaia di laboratori e visite didattiche che hanno coinvolto 35.000 bambini e ragazzi mentre sono stati circa 1 milione e 600mila le persone che hanno fatto visita al mercato, al caseificio e alle aree relax. Nella costruzione del palinsesto sono state coinvolte 208 organizzazioni del terzo settore.

Tutta la documentazione e le modalità di partecipazione della call “100 giorni, 100 proposte” sono scaricabili dal sito di Fondazione Triulza.

Expo Milano, dietro le quinte …

Riportiamo le impressioni annotate all’incontro del 16 dicembre “Dietro le quinte Expo si racconta…”, presso l’Acquario Civico di Milano, che ci ha svelato un Expo inedito: il backstage. Qui di seguito, quattro motivi per amare Expo …

L’Insegnamento

Lo spiega Ivan Nissoli, Presidente Associazione Ciessevi (CSV- Centro di Servizio per il Volontariato): “Expo ci ha insegnato come il volontariato possa essere un acceleratore per la crescita di un’intera città. Il volontariato è stato il vero motore della manifestazione, il volto sorridente di un evento Made in Italy. 15.000 persone si sono candidate, ne abbiamo selezionate 6000. Il loro compito era di accompagnare i visitatori e tugti lo hanno fatto perché volevano esserci, partecipare per motivi diversi da quelli economici”.

L’internazionalità

Per Maria Geri, Direttore Marketing e Commerciale Padiglione Italia: “Expo ha rappresentato per un popolo che ama denigrarsi  la scoperta di potere essere orgogliosi, di vantarsi di essere italiani. Expo ha vinto su tre fronti. E’ stata una festa popolare, un momento di confronto scientifico e una vittoria commerciale per il be to be. Lo si vedrà e lo si toccherà con mano nel 2016”

La fiducia

La faccia dell’ottimismo è Alvise De Santis di Expocittà. “Ci ho creduto fin dal 2012, tanto che avevo pubblicato il libro Expottimisti. L’Italia ha avuto coraggio, ha saputo lavorare in team. Milano è diventata una città attraente, sveglia. Il Comune di Milano e la Camera di Commercio hanno appoggiato scelte audaci: non hanno creato eventi, ma contribuito a creare una piattaforma dove chiunque poteva caricare gli eventi che si svolgevano in città  L’onda lunga di Expo si vedrà nei prossimi mesi. Non sottovalutate E015, un database gratuito che comunica gli eventi cittadini!”.

Il valore

Lo sottolinea Riccardo Garosci, Presidente del Comitato Scuola Expo 2015 del MUR. “Importantissima è la Carta di Milano, vera eredità immateriale di Expo, sottoscritta da oltre 1 milione  di visitatori. Senza dimenticare la Carta di Milano dei Bambini! La scuola ha portato ad Expo 2 milioni si studenti, ovvero la vera Expo Generation!”

L’effetto Expo durerà? Sì durerà. E’ ancora una volta nostro compito (ricordate il claim più calzante coniato nel periodo maggio-ottobre? Era stato “Expo è vostra, prendetevela”) fare in modo che questo avvenga…

Expo2016 Antalya vive anche di Expo2015 Milano

antalya-expopportunity-bambini-flowers-fioriVerso la fine dell’anno si comincia a prospettare un nuovo inizio, ipotizzandolo più entusiasmante di ciò che ci lasciamo alle spalle. E così vorrei immaginarmi sarà questo 2016, dopo la sbornia di una Expo2015 davvero super, arriva Antalya e la sua Expo turca . Qui protagonisti saranno i bambini e i fiori, all’apparenza forse un po’ di retorica c’è, ma poi, approfondendo, scopriamo che i temi di Antalya 2016 possono facilmente andare a braccetto con l’eredità lasciata da Milano2015. Per esempio partendo dalla filosofia “Cultivating a Green Life for Future Generations“, EXPO 2016 Antalya ha adottato il tema “Flowers and Children” insieme al motto “A Green Life for Future Generations”.Ne consegue che i temi derivanti saranno: Storia, Bio-Diversità, Sostenibilità e Green City. Direi che le congiunzioni astrali e i rimandi alla Expo di Milano sono fortissimi e da approfondire e qui noi non potremo che promuovere congressi, meeting, inventare work shop a tema e incontri artistici e culturali giocando coi colori e i profumi, e voi? .. Ah .. dimenticavo: si comincia ad aprile, portate un fiore e il sorriso di un bimbo si accenderà. Mancano solo 12 giorni alla fine dell’anno e 126 giorni all’inizio di Expo Antalya 2016, siete pronti?  per maggiori info

Luisa Cozzi

 

#PinkAbruzzo: Adriana Lonigro, alta fedeltà ad un territorio

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Eccoci al quarto ed ultimo appuntamento targato #PinkAbruzzo focalizzato sulle ricchezze territoriali e regionali e l’imprenditoria al femminile. A pochi chilometri da Giulianova, a Masciano Sant’Angelo, c’è il Country House Borgo Spoltino, un ristorante (lo chef è Gabriele Marrangoni) che ricerca con passione prodotti espressione del territorio abruzzese. E non si tratta solo di un ristorante, ma anche un locale dove si fa cultura (dai concerti jazz, incontri ed altro), perché la musica è una passione giovanile che Gabriele non ha mai dimenticato.  Non finisce qui. La compagna di Gabriele, Adriana Lonigro, nata in Venezuela, produce e vende confetture, marmellate e salse. Quella tra Gabriele e Adriana è una laison d’amore e di condivisione di passioni. La loro storia è fatta di creazioni gastronomiche straordinarie in bilico tra sperimentazione, altissima artigianalità e difesa della tradizione, oltre che della qualità. Ne parlo con Adriana, seduta al tavolo, durante una ricca colazione. “Io ho un profondo rispetto della terra, di chi la lavora con sacrificio e della stagionalità che offre prodotti necessari a un’alimentazione sana. Tutto ciò che io produco è a km zero, proviene dall’orto che abbiamo presso il ristorante. Le ricette sono quelle della tradizione”. 

Dopo Expo, “100 giorni per 100 proposte”: da Cascina Triulza

cascina-triulza-2Incontri, dibattiti, workshop, spettacoli e laboratori. Come promesso, Cascina Triulza riprende a pieno regime le attività nel dopo-Expo 2015. E sceglie di farlo rivolgendosi a tutte le organizzazioni interessate, lanciando una call prima della pausa natalizia per iniziare a costruire il calendario di eventi pubblici da programmare per i primi mesi del 2016. La documentazione e le modalità di partecipazione alla Call “100 giorni, 100 proposte” sono scaricabili dal sito http://www.fondazionetriulza.org. La chiamata di idee scade il 29 febbraio 2016.“100 giorni per 100 proposte”, il dopo Expo di Cascina Triulza prende forma dalla società civile
Approfondisci 100 proposte dopo Expo

Alimentazione: avevamo scritto che dopo il #2015 nulla sarebbe stato come prima…

All’interno dell’e-book #2015, avevamo più volte sottolineato come dopo il 2015 nulla sarebbe stato più come prima ed a fare da spartiacque ad una nuova rivoluzionaria visione, sarebbe stata proprio l’Expo milanese… Ecco un’altro tassello, per un certo verso al di la di ogni più rosea aspettativa, riguardo l’alimentazione in USA. Secondo il New York Times (in un suo recente articolo), gli abitanti delle grandi città non sono gli unici a voltare sempre più le spalle ai cibi dei fast food, cereali zuccherati, bevande gassate e prodotti confezionati, tanto che Hans Taparia (New York University Stern School of Business) e Pamela Koch Nov  (Teachers College della Columbia Univrersity) parlano di un “movimento sismico” legato al “modo di mangiare”: “Oggi è molto facile vedere persone fissate sugli alimenti naturali, e non solo nelle grandi città. Le abitudini alimentari stanno cambiando in tutto il Paese e le aziende alimentari stanno attuando vere rivoluzioni interne per non perdere fette di mercato”. Coinvolti sono i maggiori brand Usa: General Mills, Mc Donald’s, Coca Cola, Kraft, ecc.;  multinazionali che saranno costrette a “modificare con audacia i loro prodotti più venduti, ridurre drasticamente lo zucchero e utilizzare più frutta, verdura e altri alimenti integrali, locali e biologici”.

 

COP21 di Parigi, e il lascito di Expo Milano: non solo accordi ed incontri ma anche un nuovo modo di condividere i temi centrali del pianeta

L’ esperienza di Expo 2015 protagonista alla COP21 di Parigi, la conferenza mondiale sul clima, con l’evento “From Milan to Paris”. La sostenibilità agricola e ambientale rappresentano infatti il filo conduttore che lega il messaggio culturale dell’Expo milanese alla spinta per il raggiungimento di un accordo sui cambiamenti climatici… Il senso dello stretto legame tra Expo e COP21 lo ha spiegato il viceministro delle politiche agricole Andrea Olivero: “L’evento di Milano è stato un grande prologo di questa conferenza”, ha sottolineato Andrea Olivero “che ha fatto sì che tante delegazioni ufficiali e governi si interrogassero già sulla questione della sostenibilità e su come l’ agricoltura possa essere uno strumento formidabile per andare ad affrontare il tema dei cambiamenti climatici”. Le buone pratiche che l’evento milanese ha saputo realizzare: sostenibilità e lotta allo spreco alimentare, ma anche solidarietà tra i paesi.
PS. In parallelo al COP di Parigi, è emersa un’altra vincente best practice, quella del Bosco verticale dell’architetto Stefano Boeri: l’ idea è costruire, in Cina, una città compiuta per 100 mila abitanti che avrà più di 150 edifici sul modello del bosco verticale e che darà un contributo straordinario a pulire l’aria, oltre che dal punto di vista della biodiversità ed energetico…