Month: November 2015

#PinkAbruzzo, parte terza. Stefania Bosco: donna, imprenditrice, vini, eccellenza…

Eccoci al terzo appuntamento focalizzato sulle ricchezze territoriali e regionali del nostro ‘Bel Paese’, appuntamento targato #PinkAbruzzo. Proprio riguardo l’imprenditoria al femminile della Regione Abruzzo, oggi incontriamo Stefania Bosco: è l’unica donna nella giunta camerale della Confindustria abruzzese, fa parte del movimento “Le donne del Vino”, e guida l’azienda vinicola Bosco Nestore. Ci conosciamo presso un suo vigneto e la intervistiamo mentre il sole tramonta immerso nel paesaggio abruzzese. Il nome Bosco è sinonimo della tradizione vitivinicola abruzzese, in particolare del Montepulciano e del raffinato Pan, la cui etichetta è stata creata da pittore Michele Cascella. Stefania ha scelto un lavoro, quello di produrre di vini di alta qualità, di cui il 70% è destinato al mercato estero.

vini-abruzzo-nestore-Pan-Cascella-eccellenza

Ecco un sintetico domanda/risposta con Stefania. Perché il vino? “Ho raccolto la tradizione familiare. Sono nata nei vigneti rivolti a mezzogiorno e a levante, le cui uve sono destinate a creare vini di carattere spiccatamente territoriale”. Come dovrebbe essere il rapporto con il territorio? “ Va incentivato un maggiore scambio tra il settore del turismo e quello agroalimentare per dare più visibilità alle eccellenze che rendono l’Abruzzo una regione da scoprire. Trasmettere un’unica immagine del territorio è fondamentale per promuovere la nostra regione”. I riconoscimenti? “Più di cento ottenuti in concorsi nazionali e internazionali. Mi piace ricordare che siamo un’azienda Eco-Friendly (Premio Cantina Eco-Friendly). Produciamo vini con fonti rinnovabili di energia, con basse emissioni di CO2 in atmosfera grazie a un impianto fotovoltaico”. Il mondo del vino è un mondo per donne? “Potrebbe esserlo di più, soprattutto nei ruoli decisionali. Facciamo ancora fatica ad essere considerate leader.”

Dopo-Expo: gli eventi hanno la data di scadenza, i valori veicolati no!

20-idee-per-il-dopo-expoSiamo nel pieno del dopo-Expo ed Expopportunity è più che mai in campo a dare voce ai mille progetti che hanno fatto da anima alla manifestazione popolare, ma anche a quelli che ancora oggi, si auto-creano e auto-implementano…. Pensiamo, sin dalla costituzione del nostro Network, che gli eventi hanno una data di scadenza, i valori veicolati no! Un esempio?L’ebook 20 idee per il Post Expo” è il frutto del lavoro dei ventisei tavoli tematici che il 10 ottobre 2015 hanno discusso e definito i lineamenti delle eredità di Expo 2015. Le tipologie di progetti in gioco sono tre: progetti che sono incentrati sui saperi e sul sapere; progetti incentrati sul saper fare; progetti incentrati sul fare.

Scarica l’e-book a cura del Laboratorio Expo e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Campagna di promozione strategica “Cibo 100% Made in Italy” sui mercati USA, Canada e Messico

Nell’ambito del “Piano straordinario Made in Italy”, è stata lanciata la Campagna di promozione strategica “Cibo 100% Made in Italy” sui mercati USA, Canada e Messico. Un’importante iniziativa a cura della Camera dei Deputati, del Ministero dello Sviluppo Economico e di Assocamerestero volta al contrasto del fenomeno dell’italian Sounding e alla tutela dei consumatori stranieri. E’ un segnale molto importante, a nostro parere, alla fine di un anno che vedrà probabilmente confermarsi la cifra record di 36 miliardi di export del comparto agro-alimentare, anzi ci siamo sempre chiesto perchè non fossimo più attivi sul tema. Ritorniamo alla Campagna: nel primo anno le iniziative promozionali si concentreranno su Stati Uniti, Canada e Messico e coinvolgeranno le CCIE di Montreal, Toronto, Vancouver, Chicago, Houston, Los Angeles, Miami, New York, Città del Messico. Le attività avranno anche riflessi in Italia e saranno supportate da: AICIG, Sistema camerale italiano, Associazioni di categoria del settore agroalimentare. Tra le principali iniziative: incoming di operatori del settore food in Italia, incoming educational per opinion leader e influencers dei Paesi target, formazione per operatori del settore food, eventi di promozione e un ampio piano di comunicazione e animazione sui territori in Italia e all’estero.

 

La Food Innovation di Marco Gualtieri

marco gualtieriMarco Gualtieri (Seeds&Chips), qui spiega quanto vale e quali sono gli scenari che riguardano il settore genericamente definito ‘food’: “Senza ombra di dubbio il 2015 può considerarsi l’anno delle startup del food; food-tech, agtech o come preferiamo chiamarlo dell’Internet of Food, della Food Innovation. Lo è per l’Italia che, soprattutto grazie ad Expo Milano 2015, ha visto aumentare esponenzialmente i nuovi progetti, ma lo è certamente a livello global se guardiamo il volume degli investimenti di venture capital che promettono di raggiungere entro la fine dell’anno una cifra record: 6 miliardi di dollari. Food e innovazione: 5 scenari possibili: questo record deve però essere letto tenendo presente che è solo l’inizio di qualcosa che sarà molto più grande e crescerà certamente nei prossimi anni sia per il venture capital che, conseguentemente, per il private equity. Il perché lo si può capire con questi sintetici elementi/scenari. Eccoli gli scenari prospettati da Marco Gualtieri:

1. Il settore di riferimento per la Food Innovation e molto ampio visto che va dall’agricoltura, fino alle nostre tavole, from farm to fork, ed è a tutti gli effetti il più importante settore industriale del mondo sia in termini di fatturato (40% del Pil mondiale), che di forza lavoro impiegata (35%);

2. Il food ha enormi relazioni ed impatti con le altre due aree più importanti per l’umanità: salute e ambiente;

3. Il food system deve necessariamente essere innovato in tutta la filiera perché così come concepito non può più reggere; è inefficiente e certamente non è in grado di soddisfare la crescente richiesta di cibo e acqua nei prossimi anni dovuta sia allo sviluppo di molti paesi, che alla crescita demografica: 1 miliardo di persone in più in meno di 15 anni e un ulteriore miliardo nello stesso arco temporale successivo. A questo si aggiunge la inarrestabile richiesta di informazioni e di servizi da parte dei consumatori;

4. L’effetto di questo processo di innovazione creerà milioni di posto di lavoro e genererà a livello mondiale nei prossimi anni un impatto sull’economia superiore ai 3 trilioni di dollari;

5. Come in altri settori o forse più di altri settori, qui l’innovazione sarà prevalentemente guidata dalle startup.

E conclude: “E’ evidente che parlando di agricoltura e di cibo, l’Italia ha tutte le possibilità, gli elementi, le competenze e la credibilità per giocare un ruolo da leader in questo settore attirando quindi interesse ed investimenti internazionali. Se a questo aggiungiamo il ruolo e l’effetto di Expo 2015 (che tra le tante cose ha portato anche il Mipaaf ad allocare 20 milioni di euro per startup nell’agroalimentare) ed anche la decisione del Governo di investire risorse importanti per un “centro di eccellenza mondiale in ricerca e innovazione su genomica, cibo, nutrizione e sostenibilità” sul sito di Rho, allora ci sono tutti gli ingredienti per accompagnare una grande opportunità per tutto il sistema Paese, con un ruolo da protagonista giustificato e logico per tutto l’ecosistema delle startup e dimostrare, quindi, che non sono solo una ‘parola di moda’, ma un fondamentale tassello per affrontare sfide importanti, per la creazione di posti di lavoro e per la crescita economica. Lo ha dichiarato Barack Obama; lo ha dichiarato l’Unione Europea”.

 

Abbiamo bisogno di un territorio da sogni, i nostri….

2015-AISM-COVER-E-BOOK-196x300Abbiamo ripreso un inciso tratto dall’e-book “#2015″ a cura dell’Associazione Marketing Italiana, redato, anche da noi, prima dell’apertura di Expo 2015.

Milano ha fatto e farà ancora, in questo dopo-Expo, da laboratorio: il 2015 è stato il catalizzatore di una offerta culturale-scientifico-turistica e antropologica molto importante per il nostro Paese e per tutto il pianeta. Per quanto tempo dovremo aspettare prima di avere l’occasione di vedere riunite così tanta innovazione, così tanta storia, così tante razze e cervelli diversi?

Cibo per la bocca, cibo per la mente
Insomma, una visione dualistica aiuta ad andare più veloci, a cogliere realtà e loro sfumature, aiuta a sintetizzare. Mangiare è un’azione quotidiana che intreccia aspetti psicologici profondi, sociali, economici, etici, sanitari, culturali e scientifici: il cibo è cultura e socializzazione ed è buona pratica trattare in modo olistico il mondo del cibo nel suo complesso… Insomma, chi tratta il cibo solo come merce da introiettare non ha capito il grande valore di questo gesto fondamentale nella vita di tutti noi.

Il connubio rete e cibo
Il 2015, che ovviamente vede Expo fungere da catalizzatore, sta già rappresentando quell’occasione per “mutare DNA” che, dopo il consolidarsi dell’era digitale, era da tempo nell’aria. Ora è il momento in cui il digital world e in genere la “innovative
wave” si devono connettere in profondità con la realtà territoriale e con l’economia reale per fornire risposte che travalichino il mero aspetto comunicazionale e che incidano in profondità nell’identità stessa delle aziende: la “sharing economy” sarà uno
dei pilastri del nostro futuro! Si radica nel territorio, finalmente. Abbiamo la visione di “reti di imprese”, che ha tanto faticato a trovare spazio nella nostra nazione e che ha determinato parte del gap che ci ha allontanato dagli altri Paesi. Contemporaneamente si moltiplicano agenzie con nuove strutture ibride, nelle quali la specializzazione generica di comunicazione si coniuga, nei casi di eccellenza, attraverso una nuova visione di marketing territoriale, con una stretta connessione al territorio e alle sue ricchezze e tradizione, di cultura e di know how professionale. Un esempio: il nuovo artigianato (anche quello digitale cosiddetto Maker) si sviluppa in traiettorie e friendship inconsuete. Per ultimo alcune strutture – anche micro – propongono una metrica valoriale per accostarsi con maggiore coerenza alle opportunità di questa Esposizione Universale, percorrendo una strada che si rifà anche alla vision di Ovidio. Questa vedeva nella valorizzazione delle proprie radici il must di una cultura solo se plasmato dalla “metamorfosi” senza la quale non possono esistere il “nuovo” e l’ “identità”.

Scarica l’e-book

Lo spreco alimentare e il suo peso sull’ambiente

food-wasteNoi di Expopportunity ne abbiamo già parlato altre volte, ma su questo argomento è meglio insistere. La FAO ha stimato che 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa il 30% della produzione di alimenti, si perdono lungo tutta la filiera agroalimentare rappresentando un ostacolo concreto alla lotta globale contro la fame (795 milioni di persone vivono in una condizione di fame e denutrizione). Parallelamente, quanto ‘pesa’ sull’ambiente? Lo spreco alimentare è il terzo produttore di CO2 a livello mondiale e comporta lo spreco di 250 Km3 di acqua e di 1,4 miliardi di ettari di terreno.

Un doppio tweet sul dopo-Expo

popolazione-onu-2015Questo doppio tweet è indirizzato ai “negazionisti”, cioè a quelli che vedono sempre nero o, peggio, non vedono neppure. 1.”Da un’analisi di mercato il 45% degli intervistati vuol tornare in Lombardia nel prossimo anno”. 2.“Nei sei mesi dell’Expo c’è stato un incremento dei visitatori nei principali musei milanesi, pari al +50% rispetto allo stesso periodo del 2014”. Ma, proprio perchè non ci piace fare finta di nulla di fronte alle sfide vere, al di la di un ottimismo generalizzato, preferiamo guardare al futuro, ma riflettendo e condividendo con voi, per esempio: entro il 2050 la popolazione mondiale avrà superato i 9,7 miliardi. Vuol dire che ci saranno oltre 3 miliardi di persone in più da sfamare. Più precisamente, secondo le stime della Kauffman Foundation, entro i prossimi 30 anni dovremo essere in grado di affrontare una crescita del 70% della domanda alimentare. E di qualità, aggiungiamo noi: siamo in grado?

#PinkAbruzzo: una women-chef di nome Cinzia Mancini

 

cinzia-mancini-Pink-AbruzzoEccoci al secondo appuntamento targato Expopportunity#PinkAbruzzo. L’altra metà del cielo avanza nell’ambito della gastronomia e lentamente le chef procedono in un mondo fino ad oggi pressoché soltanto maschile. Cinzia Mancini, chef della La Bottega Culinaria Biologica”, ne è un esempio. I suoi piatti esaltano i prodotti del territorio coltivati o allevati nel rispetto della natura. Hanno sempre un tocco femminile, cercando una creatività che si differenzi. Le sue creazioni nascondono studi approfonditi e, più avanti, troverete una sua ricetta. La parola a Cinzia, Abruzzese DOC, con 5 domande.

Quale cucina interpreti? “Una cucina consapevole che propone cibo che aiuta a stare bene con se stessi e con gli altri”. Ti è stato d’ostacolo essere donna? “Bisogna avere la forza di superare i pregiudizi iniziali”.
Il piatto che più ami? “L’uovo, scampo e radicchio”. Che cosa rappresenta per te la cucina? “Contaminazione”. Il potere del cibo? “Sentimento. Cucinare è un atto di amore, crea convivialità, favorisce la nascita di grandi amori. E’ una forma di comunicazione che coinvolge tutti i sensi”.

In Expopportunity non siamo soliti pubblicare ricette, questa volta facciamo un’eccezione ma, prima…. vogliamo “ambientarla”: la Bottega Culinaria Biologica, nascosta tra la vegetazione della campagna di San Vito Chietino, in provincia di Chieti (naturalmente sempre in Abruzzo!), è un piccolo casale bianco: nasce da un rimessaggio agricolo di proprietà trasformato in una trattoria con orto; come i nostri tempi sempre più richiedono, questa caratteristica (l’orto annesso) permette di avere il biologico nel 70% delle materie prime utilizzate per la preparazione dei piatti.

La ricetta “Mare e monti” è ispirato al paesaggio delle pinete marine, situate a poca distanza, un modo per citare l’Abruzzo anche in un piatto :-).
Ingredienti. 4 Cicale di Mare, Polvere di funghi porcini, 10 grammi di capellini, Acetosella, Foglie di insalata essicate
Procedimento. Abbattere per sicurezza alimentare le cicale, due ore circa prima di servirle riportarle a temperatura eliminando il suo carapace, condire con olio evo e riporre in frigo. Friggere i capellini e lasciare raffreddare.
Assemblaggio. Passare con delicatezza le cicale nella polvere di funghi, aggiungere l’ acetosella condita precedentemente, le foglie essiccate e ed infine i capellini fritti.

Expopportunity percorre le strade del dopo-Expo coinvolgendo in un sequel, la Regione Abruzzoincontreremo prossimamente le imprenditrici Stefania Bosco e Adriana Lonigro.    

(Monica Viani)

Certi semi germogliano subito ….

tweet ferrero

Abbiamo selezionato tre “semi” che questo incredibile #2015 ha incubato ed ora rilasciato.

1.A Chieti la prima “aula verde” dove i bambini coltivano i frutti dimenticati (premiata Slow Food). All’istituto Comprensivo 3 di Chieti hanno creato un’aula all’aperto dove i bambini possono diventare piccoli agricoltori e studiare le scienze con un approccio pratico e diretto.

2.Il secondo “seme”: il Padiglione Expo di Ferrero volerà in Africa per diventare una scuola. L’immagine è proprio un tweet su questa iniziativa.

3.Settore Agroalimentare, boom di esportazioni: +6% a settembre 2015 grazie anche all’effetto Expo.

Dopo Expo, “DON’T WASTE OUR FUTURE!

Circa 120 studenti e 45 insegnanti delle scuole secondarie insieme a 25 rappresentanti degli Enti Locali di 7 Paesi europei (Italia, Belgio, Spagna, Portogallo, Cipro, Regno Unito e Francia), in rappresentanza delle oltre 50 municipalità e 40 istituti scolastici coinvolti nel progetto “DON’T WASTE OUR FUTURE!, dopo essersi riuniti nell’ottobre scorso a Milano, nell’ambito di Expo 2015, per il 1° Forum Europeo dei Giovani e degli Enti Locali contro lo spreco alimentare e per il Diritto globale al cibo e per elaborare la Carta Europea contro lo spreco alimentare, proseguono Il programma nel dopo-Expo…