Month: January 2015

Verybello? No, veryveryverybrutto!

Non si sa da dove iniziare se dalla sprovvedutezza e arroganza del ministro Franceschini o da che cosa……

Leggete Albaneseverybello, un esperto di social media….

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Expo Milano e il Protocollo di Milano

Deve essere chiaro, come stiamo cercando di chiarire da tempo sia Giacomo Biraghi che io (lui ovviamente più di noi) nei vari incontri sul territorio che Expo Spa non emetterà alcun proclama, editto, convenzione su alcun argomento perchè esso è un contenitore e tale resta. All’interno di Expo e parallelamente si muovono, invece, migliaia di iniziative (private, pubbliche e miste). Una di queste iniziative, per esempio, è il Protocollo di Milano: la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) ha lanciato, più di un anno fa, il Protocollo di Milano (www.milanprotocol.com), proposta di accordo globale sul cibo per Expo 2015, che ha ottenuto il supporto di più di 500 esperti internazionali, oltre 70 fra organizzazioni e soggetti istituzionali, e migliaia di persone. Il Protocollo vuole affrontare il problema della sostenibilità alimentare con tre grandi obiettivi: combattere la fame e l’obesità incoraggiando stili di vita sani, ridurre lo spreco di cibo del 50% entro il 2020 e promuovere un’agricoltura sostenibile.

 

 

 

Non di solo pane: valori, Expo e il nutrimento interiore

Ci sembra giusto ricordare, per chi è fedele ma non solo, come il Vaticano sia presente. Il padiglione si chiama “Non di solo pane” e rimanda al concetto dell’importanza della spiritualità (“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” dice il Vangelo) e sul valore simbolico del pane all’interno della religione cattolica. Tra l’altro, Gesù nasce a Betlemme (significa ‘casa del pane’) e viene posto in una mangiatoia, a dire che, fin dal suo apparire, nella compagnia degli uomini ha voluto legare la sua vita al tema del nutrimento, quel nutrimento cui sarà sempre sensibile fino a dare se stesso come ‘pane di vita’.

 

Food District del Centro Copernico per una Milano capitale mondiale del cibo

Copernico MilanoRecentemente abbiamo incontrato Gualtiero Marchesi alla presentazione de “Il Food District” e, con la sua consueta ironia ma anche estrema lucidità, mi ha confermato che “il vero made in Italy, quello votato all’eccellenza, si trova solo qui da noi, non è esportabile: l’aria, l’acqua e l’italian style fanno la differenza sostanziale…. dobbiamo convincere gli stranieri a venire in Italia …”. “Il Food District” all’interno del Centro dell’Innovazione Copernico a Milano, ovvero la verticale sul food di cui è ideatore Jacopo Muzina, sarà un ambiente favorevole e un partner strategico aperto al coinvolgimento di iniziative già esistenti o in fase di lancio con cui generare business, contenuti e accelerare la visibilità mediatica. Il Food District prevede la creazione del Food Club Italia con il quale si fornirà alle aziende operanti nel settore un luogo fisico nel cuore di Milano dove poter lavorare, elaborare, fare meeting, attivare sinergie di cross selling, contaminarsi con l’innovazione e poter beneficiare di servizi extra quali uffici serviti, sale meeting e assistenti di direzione per brevi o lunghi periodi. Milano Cucina è uno dei progetti all’interno di Food District del Centro Copernico, un progetto rivoluzionario che ha la visione di trasformare Milano nella capitale mondiale del cibo. Realizzerà con cadenza annuale il più importante palinsesto di eventi dedicati alla cultura del cibo tramite l’ideazione di format ex novo quali Seeds & Chips e Buon Apetito e aggregando format esterni già esistenti.

Tavoli Tematici, periferie, città metropolitane e orti in azienda all’agroalimentare del 12 gennaio 2015

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Da Mangi@Lombardo , che è una rete di aziende agricole, per la diffusione di prodotti a chilometro zero nella regione della Rosa Camuna, alla cucina argentina che viaggia nelle periferie di Milano portando, oltre ad assaggi di cibo, anche contenuti culturali dell’Argentina a suon di ballo e poesia con #degustaretango, sino al festival dell’alpeggio e del pastoralismo, tutto questo e molto di più per i tavoli tematici dell’agroalimentare presentati a Palazzo Turati il 12 gennaio 2015.

Dire che questa Expo Milano 2015 sia stata foriera di idee e progetti, è dire poco, l’altra sera alla presenza di Giacomo Biraghi c’era persino chi si è studiato degli orti da installare nelle aziende, prevedendo la coltivazione congiunta dei dipendenti ma anche chi ha credito che le cascine potessero diventare musei internazionali dell’agricoltura, o creativi che sono arrivati ad architettare una App dal nome WineAmore che funziona come una carta dei vini digitale, utile per i ristoratori, ma non solo.

La frequentazione dei Tavoli Tematici è diventata la più galvanizzante degli ultimi mesi a Milano, si respira, oltre alla voglia di pensare ed agire, anche una forza che porta vento di cambiamento, soprattutto di mentalità. Se vuoi farcela nella città metropolitana di Expo 2015 devi essere agente del tuo destino, ma prima di tutto devi metterci le idee e poi la forza e la costanza per realizzarle.

In bocca al lupo a tutti coloro che hanno pensato anche Bio, Eco,impatto zero, riciclo permanente, cruelty free e a coloro che hanno prodotto sorrisi e colori, oltre che progetti. Ci vediamo il 10 marzo per la grande festa di chiusura dei Tavoli Tematici.