Month: November 2014

Per Expo 2015 sono le aziende ad essere in ritardo…

Lo avevamo già scritto: le aziende italiane, la massa sopratutto delle media aziende italiane, sta aspettando a far partire le proprie iniziative. Pronti come al solito a salire sul carro all’ultimo istante. Dobbiamo temere un super ingolfamento nei giorni precedenti?

 

PS. C’è da dire che, salvo eccellenti eccezioni, l’interfaccia organizzativa tra Expo e aziende ha lasciato a desiderare (mancanza di listini on line, accordi sfumati per cambiamenti vari, contrattualistica mancante, etc). La situazione ad oggi pare normalizzata ed efficente.

 

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Le idee si moltiplicano: Expo Milano funge da volano

Lo ripetiamo spesso nel nostro blog: le idee si moltiplicano ed Expo Milano funge, se non direttamente, almeno da grande da facilitatore… Infatti l’appuntamento milanese sta creando un humus che facilita le nuove idee basti pensare che solo ai Tavoli Tematici ne sono già state presentate oltre 1.500…. Dalla Campania invece giunge uno dei progetti più interessanti: è quello di Valeria Bugatti, assegnista di ricerca e amministratore di Nice Filler: si basa sulla produzione di additivi da inserire negli imballaggi alimentari, che prolungano tempo di vita dell’alimento. “Produciamo sostanze inorganiche che contengono principi attivi antimicrobici e antibatterici. Inseriti nell’imballaggio e non nell’alimento abbattono la crescita di muffe e batteri”. Può essere applicato a tutti i tipi di imballaggio. Etichette, carta e cartone, prodotti agroalimentari, fragole, uva, latticini, carne e anche fiori. Tutto biodegrabile. Ora lo spin off è pronto per l’industrializzazione.

A proposito di Expo 2015

Expo Citazione 1Ecco quello che dicono Isabelle Harvie-Watt, Simona Pisanello e Diego Masi di Expo 2015… Partiamo con Isabelle Harvie-Watt, CEO & Country Manager in Italia: “ritengo che Expo 2015 sarà per la città ed in generale per il nostro Paese un’opportunità di sviluppo e di melting pot culturale e creativo senza eguali; un’importante occasione di Brand exposure ed engagement per le aziende che vorranno esserci, non solo per avere una copertura importante, ma anche per associare il proprio brand ad un contesto di economia positiva, partecipativa e sostenibile”. Continua Simona Pisanello, Amministratore delegato di Itaca Comunicazione: “Expo 2015 offrirà molto alle imprese e porterà un indotto che inevitabilmente genererà business per tutta la città, anche se ancora non si capisce come si riuscirà a canalizzarlo in modo più strutturato. Da imprenditrice, la mia impressione è che le Istituzioni non aiutino le imprese e che si debba fare molta fatica per arrivare ad esse”. Conclude Diego Masi: “la comunicazione di Expo 2015 è, e deve essere, anche una campagna che parte dal basso perché tutte le iniziative riguardanti Expo 2015 che piano piano si affiancheranno a quelle ufficiali, accresceranno il valore della comunicazione complessiva. Mi sembra che Expo cominci ad entrare nella testa della gente e ho l’impressione che l’effervescenza della manifestazione aiuterà la comunicazione complessiva. Sono positivo: si tratta di uno straordinario evento per poter ricostruire un’immagine vincente dell’Italia: quella di un grandissimo parco del bello, del buono e del lusso”.

Tavoli Tematici Expo 2015, quattro progetti di app e portali del settore agroalimentare

App Tavoli TematiciI Tavoli Tematici Expo 2015 sono stati costituiti dalla Camera di Commercio di Milano nel 2010 per coinvolgere (e dare voce) il sistema economico-imprenditoriale e le startup nelle opportunità generate dall’Esposizione Universale. Tutte le idee di cui si occupano i Tavoli Tematici sono ad alto contenuto innovativo; sul sito dei Tavoli Tematici sono elencati tutti i progetti presentati, suddivisi per settore. In quello dell’agroalimentare vi sono 2 interessanti App e 2 portali web.

Le App sono Wineamore e GEOfood. La prima è un’applicazione IPad e Tablet per una carta dei vini digitale presso i ristoranti, “la più innovativa nel mondo del vino”; GEOfood, invece, “la più grande community del settore agroalimentare”, permetterà ai consumatori di conoscere l’origine dei prodotti alimentari con una semplice scansione dell’etichetta tramite smartphone o tablet.

I portali web sull’alimentazione presentati ai Tavoli Tematici sono invece QuiCibo, che avvicina chi coltiva con passione e chi acquista con consapevolezza: è infatti una piattaforma web che permette ai consumatori di conoscere il panorama circostante e nazionale del mercato della produzione e vendita diretta delle aziende agricole; queste propongono le proprie specialità alimentari e le vendono tramite un filo diretto con i consumatori, che a propria volta scoprono la varietà dei prodotti locali e di stagione e li acquistano direttamente dal produttore con la garanzia dell’origine e del metodo di coltivazione. Terraxchange è invece un portale web in cui i proprietari mettono a disposizione i propri terreni agricoli incolti e abbandonati, che possono essere gestiti e utilizzati da qualsiasi persona interessata a mantenerli produttivi. Favorisce insomma l’incontro tra queste due realtà creando una fruttuosa simbiosi che renderà possibile la produzione di ortaggi su spazi abbandonati.

A Expo Gate: #expottimisti+Meet The Media Guru, innovazione spinta

meet-media-guru-expottimisti-expopportunity#expottimisti fa da contenitore a Meet The Media Guru. Lanciato il programma del prossimo anno, decimo anniversario di quest’ultimo. A giugno 2015 tre settimane di laboratorio aperto con 10 Guru internazionale per festeggiare 10 anni di storia. Gurudays-Laboratorio-Itinerari, ecco i momenti chiave. Introduce questa #expottimisti week Giacomo Biraghi e conduce MG Mattei. Presente anche Zoe Romano di Wemake, Makers Globe e il magazine di realtà aumentata Spam e poi Artstories, uno storytelling per bambini app oriented; TuLetteratura con lettura e condivisione attraverso twitter; Tweetbook, un’altra app/magazine ibrida; ipnotiche meraviglie di Streamcolor, 3D immersivo…. W.Ong sarebbe stato a suo agio in questo meltin pot. Nel prossimo giro ci sarà anche Expopportunity con un programma di valori e multimedialità immersiva.

 

L’effetto “Expo” accelera la modernizzazione del paese: diffusione dei pagamenti contactless

L’effetto Expo accelera la modernizzazione del paese. Ancora qualche mese – primi trimestre 2015 – e gli italiani potranno fare acquisti utilizzando la carta del Circuito nazionale anche in modalità contactless.  A breve, inoltre, verranno rese disponibili funzionalità aggiuntive per continuare quella “spinta gentile” necessaria per la diffusione dei pagamenti digitali, sia off line sia sul web. Per inciso: in Italia, l’uso del contante è predominante, cioè l’84% del totale dei pagamenti avviene tramite banconote.

Giacomo Biraghi: la strategia digitale di Expo è “social” e “antiredazionale”

Giacomo Biraghi ADVQuesto è ciò che Giacomo Biraghi, Digital and media PR di Expo 2015 e responsabile dei Tavoli Tematici, dice su Expo: “la logica della strategia digitale di Expo è quella di non avere un messaggio da comunicare, ma di dare voce a chi ha qualcosa da dire; è una strategia social in senso stretto, non redazionale ma inclusiva. Secondariamente, in questa trama e intreccio, registriamo e menzioniamo contenuti di terzi, che saranno sempre più numerosi; questa è la differenza sostanziale rispetto alla solita strategia social, che in genere copia le modalità di impostazione di un giornale scritto da una redazione. Due grandi novità, quindi, sulla strategia digitale di Expo: l’attività antiredazionale (si esprime un evento che non struttura contenuti ma che costruisce trame con contenuti di terzi) e si comunica il grande evento non spegnendo il dissenso ma alimentandolo”.  Le sue idee sono chiare e sono anche identiche alle nostre!

Alimentazione e valori: diventa sostenitore del Protocollo di Milano

Sostenitori protocollo MilanoChiunque può, attraverso il form del sito, aderire al Protocollo di Milano. Questo è un documento rivolto a tutti i Paesi partecipanti di Expo 2015 e dovrebbe rappresentare nel settore cibo ciò che il Protocollo di Kyoto ha fatto per l’inquinamento. L’obiettivo è quello di “eradicare la fame e la malnutrizione fornendo a tutte le fasce della popolazione l’accesso permanente al cibo. Porre al contempo un freno all’obesità promuovendo una cultura di prevenzione sull’impatto di una corretta alimentazione sulla salute e incoraggiando stili di vita sani”.

Nel portale si dice: “Sostieni il Protocollo di Milano. Il futuro del cibo richiede l’impegno di tutti, anche il tuo. Unisciti anche tu ai sostenitori del Protocollo di Milano e condividi la nostra iniziativa”. Lo si può fare (previa iscrizione) a questo link: http://www.protocollodimilano.it/sostenitori.

Per maggiori informazioni SCARICA IL DOCUMENTO DEL PROTOCOLLO DI MILANO.

Milano, capitale mondiale dell’Alimentazione: c’è un modo perchè avvenga in modo naturale….

Milano, capitale mondiale dell’Alimentazione: ne abbiamo parlato pochi giorni fa all’incontro promosso da Vivaio ed Expop con la presenza carismatica di Gualtiero Marchesi ma è anche l’obiettivo del Milan Center For Food Law and Policy. Si tratta di un tentativo di mettere insieme un’idea di fondo che possa condurre a fare di Milano la capitale mondiale dell’alimentazione quanto meno fino a Dubai 2020 e predisporre una Carta delle regole minime per il diritto al cibo,e all’acqua, da far sottoscrivere a Stati e organismi internazionali. Prossima tappa sarà l’audizione che il presidente Livia Pomodoro terrà alla Commisione Europea a gennaio con l’obiettivo di arrivare a una risoluzione o a quantomeno a un grosso impegno da parte dell’Unione Europea a lavorare su questi temi.

Insomma, continuano a lievitare le iniziative collaterali ad Expo con Milano al centro. Milano, capitale mondiale dell’Alimentazione. Penso che ci sia un modo perchè questo avvenga in modo naturale, insomma bypassando forzature marketing oriented: coinvolgimento di grandi chef insieme a chi prepara nei bar i light lunch, insieme alle nonne e le ricette antiche e la fantastica proposta del MUBA di coinvolgere – Childrenshare – i bambini nel capire cosa e come mangiare, insieme ad uno street food con i fiocchi (e i certificati) e qualche negozio che riappare nel desertificato centro della capitale meneghina. Smart City, dunque, ma con gusto!