Month: November 2013

Start-up ed Expo2015

Start-up-text-on-a-buttonTante proposte tutte riferite a start-up rodate da uno o più anni. Primo cluster: turismo. “Find your Italy” propone una nuova visione del concetto di tour operator, sensibile ai criteri di eco sostenibilità e tagliata su misura in base alle esigente del cliente, mentre “Infopoint Satellite EXPO 2015” offre un utile e facilmente consultabile mappatura del territorio e “China to Milan” si rivolge con lungimiranza all’emergere di un nuovo turista, made in China. Notevoli anche le proposte nell’ambito food, in cui Lorenzo Vinci offre sostegno online ad aziende enogastronomiche di piccole e medie dimensioni, pensando anche a un vero e proprio “spazio fisico” all’interno del quale sia possibile conoscere i prodotti dal vivo; tutt’altro che scontata è anche la proposta di “Cook the Mountain”, che si basa sulla valorizzazione della ricca cultura gastronomica montana. Molta confusione ancora = c’è vita nel paese delle nuove iniziative!

Prova lo street food “Made in Italy”

street food expo opportunityLo street food, nato come cibo per lavoratori e studenti, ora è gourmet. Panini, arancini, piadine, arrosticini torroni, biscotti diventano cibi raffinati tanto da fare concorrenza ai piatti proposti dagli chef più famosi. Secondo la Fao, sono 2,5 miliardi le persone che lo consumano ogni giorno. In Italia il fenomeno diventa sempre più importante, blog, Facebook, Twitter sono pieni di consigli su dove trovare il migliore cibo di strada. Per la Coldiretti il 45% degli italiani sceglie le specialità locali, il 24% quelle internazionali, il 4% le proposte esotiche come sushi o kebab. Continue reading

Food design: il cibo e la cultura del progetto

Quando si parla di cibo si parla spesso di food design, a volte usando questo termine per indicare piatti o alimenti esteticamente accattivanti. Ma non è corretto.

La parola inglese design si traduce in italiano con progetto; ed è proprio di questo che si tratta. «Il food design – come spiega il “padre” di questo concetto, Paolo Barichella – è la cultura del progetto applicata a cibo».

Istintivamente, pensando al significato di progetto, si pensa all’ingegneria, all’architettura, alle scienze tecniche. Sembra un termine incompatibile con l’estro creativo di un cuoco. Eppure – come ha sottolineato Claudio De Albertis, direttore di Triennale, parlando del rapporto tra arte e cibo – il legame tra food e cultura del progetto è strettissimo.

Lo ha capito bene l’industria alimentare, che di ogni alimento progetta e definisce non solo il gusto, ma anche la modalità di fruizione, la durata, la funzione (piacere, benessere, apporto nutritivo…).

E i cuochi? E gli artigiani? Non tutti affiancano una reale progettualità alla loro creatività e maestria. Chi lo fa, però, si distingue. In tutti i campi. Penso a Ferran Adrià e ai risultati che ha conseguito nella sua incessante ricerca. A Pietro Leeman, che ha portato ai massimi livelli la cucina vegetariana e naturale. A Davide Oldani e al suo progetto della cucina pop. E a molti altri, anche meno noti.

E mi convinco che, al di là del buon gusto, della creatività e della tecnica, il loro successo sia dovuto anche alla coerenza con cui hanno perseguito il loro ideale.

La progettualità dovrebbe pervadere ogni aspetto del lavoro di cuochi e artigiani: l’aspetto del locale, gli strumenti e i modi del servizio, la costruzione del menù, la scelta degli ingredienti, le tecniche e le ricette.

In fondo ogni ricetta non è forse un progetto essa stessa? Recentemente ho avuto il piacere di cenare al ristorante Ecco di Ascona. Rolf Fliegauf, chef pluristellato di grande talento, propone piatti costruiti nel minimo dettaglio e serviti secondo regole precise, nei quali ogni ingrediente, ogni tecnica di cottura gioca un ruolo preciso nell’esperienza del cliente che coinvolge, non solo tutti i sensi, ma anche le emozioni. Come nel semplicissimo – eppure sorprendente – antipasto a base di pane nero, burro e germogli di crescione. Le piantine, ancora radicate, formano un goloso praticello da tagliare con piccole forbici. Il burro, delizioso e morbido, è servito su una pietra. Il pane, leggermente caldo, in un contenitore di legno. Sarà il commensale preparare i suoi bocconi, attingendo liberamente, condividendo con gli altri e divertendosi mentre gusta qualcosa di straordinario. Dov’è qui il progetto? Nell’esperienza del cliente.

Una creazione di Rolf Fliegauf. Foto: Archivio Ristorante Ecco

Una creazione di Rolf Fliegauf. Foto: Archivio Ristorante Ecco

 

Many athletes tout the gluten-free way. What’s the science behind the claim?

Whoever said that running a marathon is mostly mental lied. That’s what I was thinking as I winced across the 14th Street Bridge during the 2010 Marine Corps Marathon. After 20-plus miles, it wasn’t a lack of energy or a bad attitude that was holding me back but troubles with, to put it politely, my gastrointestinal tract. Though I finished the marathon, my second, it took me nearly two more years and two uncomfortable half-marathons to come to terms with the likely source of my problem: gluten.

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Ridurre del 50% lo spreco di cibo, agricoltura sostenibile, nuovi stili di vita. L’Expo cambia la geografia globale del concetto di mangiare

In cantiere il “Protocollo Milano”, che impegna i Paesi firmatari a ridurre del 50% lo spreco di cibo nel giro di cinque anni, a incentivare l’agricoltura sostenibile e a promuovere stili di vita sani. Il testo non è ancora pronto, ma di una prima bozza si parlerà il 26 e il 27 novembre al quinto forum internazionale del Barilla Center for Food and Nutrition, che lancia la proposta di un accordo globale. «Getteremo le basi del Protocollo di Milano» spiega il sito del centro nella parte dedicata alla due giorni che si svolgerà all’Università Bocconi.

Sostenibilità: il 60% dei cittadini è disponibile a cambiare il proprio stile di vita

Cresce in Italia il senso di responsabilità sociale: il 60% dei cittadini (tra i 18 e 64 anni) è disponibile a cambiare il proprio stile di vita adottando comportamenti socialmente responsabili; il 45% è disponibile a sostenere sia economicamente sia politicamente aziende, istituzioni, associazioni che promuovano i comportamenti socialmente responsabili. E’ questa la realtà fotografata dalla prima edizione dell’Osservatorio Altromercato del Vivere Responsabile, presentata  a Milano in occasione dei 25 anni di attività di Altromercato.

“Valore Arti e Impresa”. In vista di Expo2015

Con la ricerca “Makno – Abis”, sono stati presentati i risultati dei focus effettuati sui consumi culturali sul territorio e loro dinamiche, oltre che sul valore sociale degli investimenti in cultura. Dai dati emerge come Il 74% della popolazione abbia fatto un’ esperienza culturale. Sul territorio di Monza e Brianza in particolare, si nota una forte soddisfazione per l’ offerta culturale di balletti, musica classica e opere liriche, seguiti da teatro, mostre, musei e monumenti, ma anche una richiesta (il 70% degli intervistati), di un’ offerta in campo culturale ancora più completa e ulteriormente potenziata, e non limitata solo ad alcuni settori. Cultura dunque come sistema complesso e articolato che può essere potenziato e che comunica in modo sempre più stretto con l’Impresa.
(“Valore Arti e Impresa”, In vista di Expo2015 è un progetto del territorio Monza e Brianza).

Emma Bonino: le donne per un Expo rosa

simbolo_donne_expo_opportunity “Il mio sogno è che si possa fare di Expo 2015 un luogo in cui i saperi e i sapori delle donne vengano valorizzati. Mi piace pensare che Milano segnerà un cambiamento indelebile”. Emma Bonino, ministro degli Affari Esteri,  è chiara nel suo intervento durante l’ incontro “Donne e alimentazione“, che si è tenuto nei giorni scorsi alla Fao. “Expo 2015 – ha ricordato – è l’ occasione perché la vitalità propria del mondo femminile trovi un luogo di sinergia. Le donne sono coloro che hanno la facoltà di ‘ fare le nozze con i fichi secchi’, come si dice al mio paese”.